
DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICHE
DIFFICOLTA' SU ROCCIA
DIFFICOLTA' SU GHIACCIO
DIFFICOLTA' D'INSIEME ALPINISTICHE
-
DIFFICOLTA' SCIALPINISTICHE
DRY TOOLING
DIFFICOLTA' ARTIFICIALE
DIFFICOLTA' NEL BERNESE (CH)
DIFFICOLTA' IN ALASKA
ALCUNI ESEMPI
DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICHE
Ecco alcuni dati che Il CAI ha adottato per distinguere le
difficoltà escusionistiche degli itinerari.
Questi
dati espromono una valutazione d’insieme che tiene conto delle seguenti
caratteristiche:
-
Tipo di
percorso (strada, sentiero, tracce...)
-
Tipo di
terreno (bosco, prato, pietraia...)
-
Tipo di
fondo (liscio, sconnesso, tortuoso...)
-
Segnalazioni
sul percorso
-
Dislivello
e sviluppo
-
Ripidezza
del percorso
-
Eventuali
difficoltà d’orientamento
-
Quota che
raggiunge o alla quale si sviluppa
-
Difficoltà
tecniche (su roccia, neve o altro...)
-
Tipi di
attrezzatura dei tratti rocciosi
-
Eventuali
rischi o pericoli.
T = Turistico.
Itinerario
su stradine, mulattiere o larghi sentieri. I percorsi generalmente non sono
lunghi,
non presentano alcun problema di orientamento e non richiedono un allenamento
specifico se non quello tipico della camminata.
E = Escursionistico.
Itinerari
su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti,
pietraie...) e generalmente segnalati
con vernice od ometti (ossia pietre impilate a forma piramidale che permettono
di individuare il percorso anche da lontano).
Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma comunque lievemente inclinati.
Richiedono l'attrezzatura descritta nella parte dedicata all'escursionismo ed
una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche
continuativa per qualche ora.
EE = Escursionisti esperti.
Itinerari
generalmente segnalati ma con qualche difficoltà: il terreno può essere
costituito da pendii scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, pietraie, lievi
pendii innevati o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata. Pur
essendo percorsi che non necessitano di particolare attrezzatura, si possono
presentare tratti attrezzati se pur di minor impegno. Richiedono una discreta
conoscenza dall'ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La
preparazione fisica deve essere adeguata ad una giornata di cammino abbastanza
continuo.
EEA = Escursionisti esperti con attrezzatura.
Si tratta di difficoltà riscontrabili su un percorso con caratteristiche
alpinistiche e comporta, oltre a quanto già previsto per gli
itinerari EE anche l’uso di attrezzature per l’assicurazione e
autoassicurazione (esempio le "vie ferrate").
DIFFICOLTA'
SU ROCCIA
Le
valutazioni si riferiscono a condizioni montane e meteo ottimali. Le capacità
e la preparazione
tanto fisica quanto psicologica deve essere adeguata.
Esistono
numerose scale di difficoltà che indicano un percorso su roccia: per
semplicità viene descritta la valutazione
dei passaggi secondo la scala UIAA (espressa in numeri romani) e di
seguito la tabella comparativa delle scale principali.
Tabella
comparativa delle valutazioni delle difficoltà su roccia
U.I.I.A.
USA
FRANCIA
GRAN BRETAGNA
SUD
AFRICA
KIRGISTAN
AUSTRALIA
ALPINA
I
5
1
1A
F
II
2
PD
III
5.0
3
1B
4
III+
5.1
5
AD
IV-
5.2
3a
6
IV
5.3
4
3b
13
2A
7
D
IV+
5.4
3c
14
89
V-
5.5
4+
4a
15
10.11
V
5.6
5
4b
16
12.13
V+
5.7
5 a
4c
17
14.15
TD
VI-
5.8
5 b
18
2B
16
VI
5.9
5 c
5a
19
17
VI+
5.10 a
6 a
5b
20
3A
18
ED
VII-
5.10b
21
19
VII
5.10c
6a+
5c
22
3B
20
5.10d
23
21
VII+
5.11 a
6b
24
5.11 b
6b+
6a
25
4A
22
VIII-
5.11 c
6c
26
4B
23
VIII
5.11 d
7a
6b
24
VIII+
5.12a
7a+
27
25
ABO/EX
5.12b
7b
6c
5A
26
IX -
5.12c
7b+
28
27
5.12d
7c
5B
28
IX
5.13a
7c+
29
29
IX
+
5.13b
8a
7a
30
6A
30
X-
5.13 c
8a+
31
31
5.13d
8b
32
32
X
5.14a
8b+
7b
33
6B
33
X
+
5.14b
8c
XI-
5.14c
8c+
XI
5.14d
9a
XI+
Ed
ora una versione descrittiva delle
valutazioni delle difficoltà su roccia
-
I
= Primo Grado - E'
la forma più semplice dell'arrampicata: si devono usare frequentemente le
mani per mantenere l'equilibrio e richiede una valutazione preventiva della
qualità della roccia prima di appoggiarvi il piede.
-
II
= Secondo Grado - Inizia
l'arrampicata vera e propria: è necessario spostare un arto per volta
con una corretta impostazione dei movimenti. Appigli (per le mani) ed
appoggi (per i piedi) sono abbondanti
-
III
= Terzo Grado - La
struttura rocciosa è più verticale, appigli e appoggi sono più radi ma
con una certa possibilità di scelta nei passaggi e nei movimenti.
-
IV
= Quarto Grado - Appoggi
ed appigli cominciano ad essere esigui: è richiesta una certa tecnica nel
superare alcuni passaggi con strutture rocciose particolari (camini,
fessure, spigoli...).
-
V
= Quinto Grado - L'arrampicata
diventa delicata e tecnica (placche ecc.) e richiede anche forza fisica
(opposizione di forze con i diversi arti), il passaggio deve essere
esaminato preventivamente.
-
VI
= Sesto Grado - Necessita
di allenamento speciale e continuo per sviluppare più forza nelle braccia e
nelle mani: l'arrampicata può essere molto delicata con combinazione di
movimenti ben studiati, o di forza per la presenza di strapiombi.
-
VII
= Settimo Grado - Appoggi
e appigli sono molto distanziati: doti di equilibrio e tecniche di aderenza
sono fondamentali unite ad una preparazione specifica che sviluppi molta
forza anche nelle dita.
Da
qui le difficoltà aumentano sino al limite estremo del X Grado. Ogni grado di
difficoltà ha un'ulteriore suddivisione inferiore (-) o superiore (+).
DIFFICOLTA'
SU GHIACCIO
Siccome
le condizioni del ghiaccio sono estremamente mutevoli è difficile fare una
corretta tabella delle difficoltà.
Sostanzialmente
possiamo dividere tre categorie di arrampicata su ghiaccio.
WI
MI
M
Water
Ice, ghiaccio duro formato da acqua.
Mountain Ice, morbido/poroso ghiaccio formato da neve compressa.
Mixed, ghiaccio e roccia si incontrano sulla via.
Negli
stati Uniti si gradano le difficoltà con le categorie sopraindicate seguite da
un numero che ne determina la difficoltà.In Europa e nei paesi scandinavi si
utilizza una numerazione con numeri arabi in progressione che indicano i rischi
oggettivi (seracchi, rocce, pareti, etc.) che si incontrano sulla via di salita.
In Canada come in Scozia si utilizzano i numeri romani (I-VI) che identificano
solo le difficoltà tecniche senza considerare i pericoli oggettivi della
salita.
EUROPA
SCOZIA
NEI
USA
CANADA
descrizione
approssimata
1
I
1
WI
1
I
inclinazione
max. 40-50° - lunghezza moderata - ghiaccio buono
2
II
2
WI
2
II
inclinazione
max. 60° - lunghezza moderata - ghiaccio buono
3
III
3
WI
3
III
inclinazione
max. 50 - 60°. Possibili salti di 70-90°. Ghiaccio è
spesso e sicuro protezione facile.
4
IV
4
WI
4
IV
Brevi
colonne verticali, con riposi. 50 a 60° di ghiaccio sostenuto. Il
ghiaccio è spesso e di qualità buona. La protezione sicura e facile.
5
V
5
WI
5
V
Generalmente
scalate di ghiaccio con difficoltà sostenute con poco o niente riposo
possibile. Il ghiaccio è di qualità buona.
6
VI
6
WI
6
VI
La
via è di Multipitch. Lunghe e verticali sezioni molto difficili.
Il ghiaccio è spesso. Le possibilità di protezione sono dubbiose.
7
VII
7
WI
7
VII
Ghiaccio
magro e verticale. Ghiaccio di dubbiosa qualità.
8
VIII
8
WI
8
VIII
Scalate
di ghiaccio più dure possibili.
La valutazione delle vie di ghiaccio *
Il
problema della valutazione delle difficoltà di una arrampicata è sempre
stato dibattuto ma pare abbastanza valida, per le vie di roccia, la
valutazione delle difficoltà secondo la scala UIAA e francese integrata dalla
valutazione complessiva dell'itinerario, Per quello che riguarda la
valutazione delle vie di ghiaccio si va ormai affermando nell'ambiente dei
cascatisti la classificazione adottata dopo il meeting di Fournel nella
cittadina francese di l'Argentière la Bessée del gennaio 1991, dato il
miglioramento del livello tecnico individuale e dell'attrezzatura, negli
ultimi anni sono aumentati in maniera considerevole, soprattutto in Francia, i
praticanti di questa attività mi pare pertanto interessante proporre la
tabella con le varie valutazioni sia per meglio interpretare con immediatezza
le difficoltà che per rendere omogenee le quotazioni delle vie di ghiaccio,
La descrizione dei gradi di impegno e difficoltà è tratta dalla guida di R.
Balestre sulle cascate di ghiaccio del Briançonnaise, Grado di impegno (da I
a VII).
Tiene
conto della lunghezza della cascata, della continuità, della lontananza, dei
rischio e della difficoltà della discesa.
Grado
tecnico (da 1 a 7) E' la valutazione del tiro più duro, tenendo conto della
continuità, dello spessore e della formazione del ghiaccio (cavolfiori,
funghi, colonne, sigari",..).
Impegno.
l
- Scalata corta, vicino alla strada, con soste attrezzate e discesa facile,
nessun impegno,
II
- Una o due lunghezze di scalata vicino alla strada, pochi pericoli oggettivi,
discesa in doppia o in facile arrampicata,
III
- Via di più tiri non molto alta che può necessitare di più ore di scalata
o che può necessitare un lungo avvicinamento a piedi o con gli sci,
necessaria una buona conoscenza dell'ambiente invernale, Può essere esposta a
pericoli oggettivi.
IV
- Via di pi- tiri, molto lunga e situata in un luogo lontano , sono necessarie
buone qualità alpinistiche ed esperienza negli avvicinamenti invernali, Può
essere esposta a pericoli oggettivi, valanghe, o caduta di sassi. La discesa
può presentare delle difficoltà e possono essere necessarie doppie su chiodi
da ghiaccio o spit.
V
- Lunga scalata su un versante di alta montagna che richiede un buon livello
di competenza e impegno. Esposta ai rischi di cattivo tempo e di valanghe. Può
necessitare di una lunga marcia di avvicinamento una discesa difficile (
pericoli oggettivi durante l'avvicinamento e la salita, discesa molto
difficile, ritirata rischiosa), salita e discesa non attrezzate.
VI
- Via molto lunga situata su un versante alpino che può essere scalata in
giornata solo dai migliori alpinisti, Può presentare i problemi logistici di
una scalata di una scalata invernale, pericoli di valanghe, altitudine e
impegno, Impresa per buoni alpinisti al meglio della loro forma,
VII
- Caratteristiche del grado VI ma con una abbondanza e una continuità delle
difficoltà tali da giustificare il grado superiore ( ascensioni di più
giorni in gruppi montuosi lontani ).
Tecnica
.
1
- Passeggiata su ghiaccio con i ramponi,
2
- Una lunghezza a 60° su ghiaccio di buona qualità, con brevi tratti ripidi,
Buone protezioni e buone soste,
3
- Ghiaccio a 70°-80° generalmente spesso e solido, Possono presentarsi brevi
tratti ripidi ma con possibilità di riposo e che permettono buone protezioni
e soste,
4
- Tiro di corda a 75°-80° tra buone soste oppure una parte ripida con
sezione verticale, Generalmente il ghiaccio è di buona à e permette
protezioni soddisfacenti.
5
- Tiro nettamente più serio, di ghiaccio buono ma ripido, 85°-90°, che
richiede una certa disinvoltura tecnica,
6
- Tiro molto sostenuto con pochi punti di riposo e con in generale una sosta
appesa, Il ghiaccio non è delle migliori qualità e le protezioni poco
probabili. Indispensabile un elevato livello tecnico,
7
- Lunghezza verticale o strapiombante che può essere molto esile, ghiaccio
mediocre o di cattiva coesione, Protezioni difficili o impossibili. Riservate
agli esperti,
GHIACCIO
AZZURRO
Apporto
d'acqua continuo e sufficiente, temperatura costante e non eccessivamente
bassa, plasticità ideale, ottima infissione degli attrezzi.
GRIGIO
- NERASTRO
Temperatura
eccessivamente bassa, fragilità notevole.
BIANCASTRO/MARCIO
Lavorato
dal sole, con una alta percentuale d'acqua, scarsa coesione, ghiaccio pesante,
tenuta poco affidabile.
FRAGILE
STRATIFICATO
Discontinuità
termiche e di portata, si scaglia a lastroni.
CROSTOSO
Neve di
riporto che ha subito una trasformazione, inaffidabile per l'inconsistenza al
di sotto della crosta esterna.
SOTTILE
Periodo
di freddo troppo breve o insufficiente alimentazione, impossibilità di
assicurazione. Richiede precisione e delicatezza nella battuta.
STALATTITICO
E A CAVOLFIORI
Verticalità
della cascata, stillicidio. Possibili rotture delle colonne, richiede la
tecnica di "aggancio".
*Alberto Calamai per "il
Rompistinchi" notiziario della sez. CAI Sesto Fiorentino - FI -dicembre
1994
DIFFICOLTA'
D'INSIEME ALPINISTICHE
E'
una valutazione complessiva dell'itinerario che tiene conto delle difficoltà
tecniche, fisiche e psicologiche. Nella valutazione di insieme non vengono
incluse in maniera specifica i fattori di rischio e di pericolo come avviene
in una valutazione puramente tecnica.
La valutazione è espressa con delle sigle, ed è completa dell'indicazione dei
passaggi di massima difficoltà:
ITALIA
FRANCIA
INGHILTERRA
SVIZZERA
ROCCIA
GHIACCIO
descrizione
approssimata
F
F
F
L
I
<20°C
facile
PD
PD
PD
WS
II
35/45°C
Poco Difficile
AD
AD
AD
ZS
III
40/55°C
Abbastanza
Difficile
D
D
D
S
IV/V
50/70°C
Difficile
TD
TD
TD
SS
V+/VI
65/80°C
Molto
Difficile
ED
ED
ED
AS
VI+/VIII
90°C
Estremamente
Difficile
EX
EX
EX
EX
VIII+
serrac
Eccezionalmente
Difficile
ABO
ABO
ABO
ABO
ecc.
Ancora
di più
Negli
ultimi anni, con la ricerca verso l’alta difficoltà, sono state
realizzate salite in cui l’arrampicatore, sempre utilizzando picozze e
ramponi, raggiunge o collega tratti di ghiaccio, percorrendo sezioni
interamente su roccia.
E’ stata così introdotta la lettera "M" (seguita da un numero
arabo: M7,M8,M9…) ad indicare una difficoltà tecnica su terreno misto.
Proprio per la mancanza di ghiaccio in alcune parti, questa attività viene
chiamata Dry Tooling e si differenzia a volte enormemente dalla pratica
delle salite su ghiaccio.
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La Scala "Blachère"
E quella tuttora utilizzata nella
quasi totalità delle guide di itinerari in
Italia, mentre non viene quasi più utilizzata nelle nuove guide Francesi e
Svizzere, nonché nei siti internet esteri del settore (nei quali si sta
affermando la Scala Alpina desritta più avanti).
Questo sistema molto semplice consiste in tre abbreviazioni
principali e una abbreviazione complementare.
-
MS:
Medio Sciatore. è in
grado di curvare su pendenze medie inferiori a 25°. Teme
il ripido e i passaggi stretti.
-
BS:
Buon Sciatore. Padronanza tecnica su terreno ripido fino
a 40° e nei canali stretti.
-
OS: Ottimo Sciatore.
-
ES:
Eccezionale Sciatore.
Se nell'itinerario ci sono anche difficoltà di
carattere alpinistico per le quali lo sciatore deve conoscere l’utilizzo
della corda, della piccozza o dei ramponi (es. attraversamento di ghiacciai
crepacciati, tratti di arrampicata, pendii ripidi, lunghezza
dell’itinerario, cornici, etc.). Si aggiunge la
caratteristica Alpinista e si ottiene così.
-
MSA:
Medio Sciatore Alpinista.
-
BSA:
Buon Sciatore Alpinista.
-
OSA: Ottimo Sciatore Alpinista.
La
valutazione generale di un itinerario
Utilizzata nelle guide di itinerari, la valutazione permette di
descrivere la difficoltà generale di una gita realizzata in condizioni
standard. Come per l'alpinismo, la la valutazione di un itinerario è un dato
indicativo, definito a titolo indicativo, che permette di classificare gli
itinerari. In effetti, le condizioni meteorologiche e nivologiche incontrate
possono modificare completamente le caratteristiche e la difficoltà di un
itinerario.
La definizione "condizioni standard" sottintende :
-
Condizioni
meteorologiche buone: buona visibilità e vento debole.
-
Condizioni della neve
normali, cioè favorevoli ma non eccezionali
(neve trasformata).
-
Una buona
condizione fisica.
-
Uno zaino "da
giornata".
La valutazione generale comprende
diversi parametri, dei quali il più importante è la difficoltà tecnica della
discesa in sci. La continuità del pendio è importante, così come la
lunghezza dell’itinerario e la continuità delle difficoltà sia in salita che
in discesa.
Infine la valutazione deve tener conto dei pericoli oggettivi della montagna
(crepacci, seracchi, rischio valanghe) senza dimenticare la complessità
dell’itinerario o l'impegno (anche psicologico) per certe zone remote.
La
valutazione puntuale
E la valutazione di un breve
passaggio che viene aggiunta in caso di necessità specifica.
La valutazione puntuale è in particolare molto utile per indicare un breve
passaggio ripido in una discesa globalmente più facile, o per segnalare un
passaggio esposto.
La specificazione dei passaggi o tratti di discesa viene
aggiunta in caso di necessità specifica:
S1
: itinerario facile che non richiede tecnica particolare per
muoversi in sicurezza (per esempio: strada forestale).
S2
: Pendii abbastanza ampi, anche un po’ ripidi (25°), o
itinerari vallonati (livello tecnico di controllo delle derapate e
curve su tutte le nevi).
S3
: Inclinazione dei pendii fino a 35° (le piste nere più
ripide delle stazioni sciistiche, con neve dura). La sciata su tutti
i tipi di neve deve svolgersi senza
difficoltà tecnica.
S4
: Inclinazione dei pendii fino a 45° se l'esposizione non è
troppo forte; a partire da 30° e fino a 40° se l'esposizione è forte
o il passaggio stretto. Diventa indispensabile una
ottima tecnica sciistica.
S5
: Inclinazione da 45° a 50° e più se l’esposizione è moderata.
A partire da 40° se l’esposizione è forte.
S6 : Oltre
i 50° se l'esposizione è forte, come quasi sempre avviene.
Altrimenti a partire da 55° per dei corti passaggi poco esposti.
S7
: Passaggi a 60° o più, o salto di barre rocciose su terreno
molto ripido o esposto (che spesso sono sinonimi)
Queste valutazioni si suppongono
stabilite in condizioni di neve favorevoli, cosa che non accade spesso sui
pendii molto ripidi o estremi. In tal caso si ragionerà su condizioni tali
che uno sciatore molto esperto riesca ad avere un margine di sicurezza
sufficente in funzione della qualità effettiva della neve (che è un dato
soggettivo...)
Variazione della difficoltà in
funzione del tipo di neve
Per farsi
un’idea dell'importanza della neve nella difficoltà di un itinerario,
ecco qui sotto una tabella comparativa della difficoltà di un
dato pendio, in funzione del tipo di neve. I valori sono
quelli della valutazione puntuale.
Inclinazione
Tipo di neve
15°
25°
35°
45°
50°
>55°
trasformata
1
2
3
4
5
6
polverosa
3
2
2
2
3
4
crostosa
3
4
3
3
4
5
dura
2
2
4
5
5
6
ghiacciata
3
4
5
6
6
7
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| last mod. 31/01/2011 |
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