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note:
Complimenti all'organizzazione, semplicemente
perfetta.
Un grazie a tutti i volontari, incitavano tutti in
qualsiasi momento della gara, sia il primo che l'ultimo.
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Resoconto della corsa:
E'
venerdì 29 agosto 2008 e sono arrivato a Courmayeur (1220 m) per la
partenza della CCC Nort Face Ultra Trail di 98 km e 5600 m di dislivello
positivo.
Ho passato l'ultima settimana a Chamonix in un ambiente molto
particolare, tanti, tantissimi corridori (ultratrailers, atleti e gente
normale).
Mi piace molto questa città sembra sempre di essere ad una
festa, alpinisti, runners, bikers ecc.
Sono qui con la moglie ed i figli per le ferie, abbiamo arrampicato,
visito l'aiguille du Midi ed alcuni rifugi.
La mattina alle 7:00 parto con la famiglia alla volta di Courmayeur dove
faremo la colazione (in effetti in Francia il caffè non è buono).
Sono un po' agitato come del resto tutti gli altri; siamo oltre 2000
runners, l'ambiente sa di festa, si ride, si scherza, si pensa, ?!
quando si avvicina la partenza le facce si fanno più serie.
Siamo pronti! il conto alla rovescia 3, 2, 1 VIA e si parte;
l'adrenalina è alle stelle!!!
Inizio con un ritmo lento imposto dalla calca dei corridori, meglio
così.
Usciti da Courmayeur il serpentone si sgrana ed in piano si va verso La
Palud dove scherzo con degli operai e gli chiedo quanto manca.
Da qui inizia la salita, prima su asfalto fino a Planpincieux (1579 m)
dove con una svolta decisa a destra si prende il sentiero che porta al
rifugio Bertone.
Mi sento bene, non ho iniziato troppo forte per cui non sono come al
solito in affanno e riesco a correre in salita.
Arrivo al rifugio Bertone (1989 m) senza troppa fatica, sono le 12:43 in
pos. 250, mi fermo 5 minuti per bere.
Mi sembra di essere andato troppo forte per le mie previsioni quindi
decido di rallentare anche perché c'è il nuovo tratto che sale ripido
alla Tete de la Tronche (2584 m).
Questa salita è dura e fa caldo; il sentiero è molto secco e la polvere
si infila da tutte le parti.
Arrivo in cima dopo che molti mi hanno superato, ma mi viene in mente
una frase che mi ha detto un mio amico il giorno prima al telefono:
"tieni a mano la candela che la processione è lunga".
La discesa per il primo tratto è ancora nella polvere, poi dopo il col
Sapin (2436 m) si snoda nella vallata. Vedo qualcuno che ha giÃ
i crampi ( e siamo solo all'inizio).
Continuo fino al rifugio Bonatti (2020 m) dove giungo alle 14:34 in pos.
318.
Al rifugio mi fermo un po' di più circa 20 minuti (anche perché dei
forti stimoli mi hanno fatto cercare un bagno).
Da qui si riprende in falso piano per qualche chilometro e poi una
ripida discesa verso Arnuva (1769 m) dove c'è molta gente per fare il
tifo.
Qui c'è il primo cancello, la mia preoccupazione fin dall'inizio, avevo
paura di non arrivare in tempo , invece arrivo alle 15:38 pos. 441 con
2:22 di anticipo.
Mi fermo per fare rifornimento: cola, sali, acqua, riempio il camelbak e
2 bei piatti di brodo,
mi sembra buonissimo. Prima di ripartire tolgo scarpe e calzini e
ripasso i piedi con la vaselina, ho paura delle vesciche.
Riparto dopo circa 20 minuti.
Ora bisogna risalire al rifugio Elena e poi al Grand col Ferret (2537
m).
La salita è impegnativa , ho preso il passo costante di un inglese che
mi sta davanti ed inizio a superare altri runners.
Al rifugio Elena faccio il pieno d'acqua alla fontana.
Arrivo in cima al col Ferret alle 17:05 pos. 498 in buone condizioni,
però mi preoccupo, vedo un altro corridore che viene portato via in
elicottero
(saprò poi che ha preso una storta e non riesce più a camminare). Nella
tenda gialla della North Face in cima al colle ci sono altri corridori
che si riposano.
Ora inizia la lunga discesa sino a La Fouly 9,5 km per 950 m di
dislivello.
La corro tutta senza esagerare, mi trovo bene in discesa e non ho
dolori.
Arrivo in fondo alla discesa e c'è un po' di saliscendi, fa ancora caldo
e faccio fatica a bere dal camelbak
(era meglio se avevo una borraccia), quindi mi fermo quando trovo un
torrente o un ruscello per bere .
Arrivo a La fouly (1593 m) dove trovo moglie e figli che mi fanno il
tifo, è bellissimo dopo 40 km.
A la Fouly c'è un altro cancello ed arrivo alle 18:18 pos. 415 con 3 ore
di anticipo, va bene.
Per il rifornimento bisogna entrare in un edificio per il ristoro.
Come in tutti gli altri ristori prendo 2 piatti di brodo, cola, Sali,
acqua, formaggio, banane e riempio il kamelback.
Mi fermo circa 22 minuti nei quali cambio anche la maglia di sudore.
Riparto in un bel saliscendi nel bosco e lungo un fiume. Mi metto dietro
a 2 greci con delle campanelle che mi danno il ritmo.
Arriviamo a Praz de Fort (1151 m) dove incontriamo anche alcuni
equipaggi della Petit Trot.
Aumento il ritmo ed incontro altri italiani che l'anno scorso non sono
riusciti a finire la corsa ma si sono fermati a
Champex per una crisi di fame (li ritroverò poi a Chamonix), parliamo un
po' della corsa.
Dopo 10 km inizia la salita per Champex-Lac (1477 m) che la affronto per
la prima parte in compagnia di un greco;
gli espongo i miei problemi,
ho paura di non arrivare per mezzogiorno a Chamonix,
ma lui mi dice che di questo passo non dovrei avere problemi,
poi mi dice che le 2 modifiche del percorso all'inizio e alla fine
spezzeranno molte gambe.
Purtroppo durante la salita un imprevisto, rompo i lacci automatici di
tutte e 2 le scarpe,
non so come sia successo,
ne vedo tanti con le mie stesse scarpe, ma i miei lacci si sono
tagliati.
Continuo un po' più lento (ancora 35 minuti) fino a Champex.
Ci arrivo alle 20:35 pos. 394 al buio. Anche qui ci sono i miei
famigliari che mi aspettano.
Mi fermo di più a Champex, circa 27 minuti dove mi ristoro,
mi cambio completamente mettendo gli indumenti lunghi e asciutti,
la frontale e mi sistemo le scarpe; anche qui diversi runners stanno
riposando sui lettini.
Riparto in mezzo alle majorette e costeggio lo stupendo lago di Champex.
Per alcuni chilometri si procede nel bosco in saliscendi,
col buio bisogna andare più piano ma il percorso è segnato bene,
ci sono parecchi catarifrangenti e dove ci sono delle deviazioni hanno
messo dei nastri bianchi e rossi.
Un altro problema, ecco la prima storta (penso a causa delle scarpe non
proprio riparate correttamente),
un dolore acuto e quasi cado per terra; mi fermo a massaggiarmi
(non è la prima volta, ormai ho i legamenti del piede destro lunghi per
cui è facile che mi succeda).
Due francesi ed uno slavo si fermano per chiedermi se ho bisogno,
ma li ringrazio e faccio segno di proseguire.
Dopo poco riprendo a camminare e poi a correre e li raggiungo per
proseguire assieme.
Inizia la salita tra sassi e radici verso Bovine (1987 m); èbello vedere
le luci delle frontali salire e scendere dalle montagne.
Arrivo sul crinale e quindi a Bovine alle 23:01 pos. 341,
bevo acqua e coca e poi via, prima ancora un po' di salita e poi la
discesa verso Trient.
Il buio è forte, non c'è la luna ma si corre bene, nessuno mi supera,
quelli che riescono aspettano dietro; è più facile correre con uno
davanti ch ti fa la strada.
Finita anche questa discesa c'è un po' di asfalto, mi deconcentro ed
ecco un'altra storta,
stessa procedura di prima e così lentamente arrivo a Trient (1300 m)
alle 00:14 pos. 325.
Mando un SMS a mia moglie dove gli comunico che proseguo. Anche qui come
al solito mi fermo un bel po'.
Prima di ripartire vado in infermeria dove mi faccio mettere del
ghiaccio secco sulla caviglia destra.
Da Trient inizia subito la salita per Catogne, è molto ripida quindi si
cammina.
E' dura e la subisco, ma arrivato in cima e ricomincio a respirare.
Da qui in piano si arriva al posto di controllo sperduto di Catogne
(2011 m) dove arrivo alle 02:13 pos. 352.,
poi giù verso Vallorcine prima su sentiero e poi sulle piste da sci, ed
ovviamente terza storta.
A questo punto fa male ma non mollo e proseguo fino a raggiungere
Vallorcine (1260 m) dove arrivo alle 3:14 pos. 360.
Come al solito mi ristoro e poi in infermeria mi faccio medicare il
piede con un bendatura che me lo tiene bello stretto.
Riparto per l'ultima e dura salita verso la Tete aux Vent (2130 m).
Ora mi sento proprio bene proseguo correndo senza fermarmi e passo
diversi runners.
Arrivo alla Tete aux Vent alle 05:46 pos. 259.
Una bella discesa tecnica conduce a La Flegere (1877 m) ore 06:21 pos
344,
dove c'è l'ultimo ristoro, bevo acqua e coca e poi giù verso Chamonix.
Quando passo da Floria che è un piccolo e grazioso Chalet chiamo mia
moglie e gli dico di venire all'arrivo,
da qui ci vuole al massimo mezzora.
In discesa le gambe si muovono bene anche se non veloci, entro in
Chamonix e l'emozione è enorme,
percorro tutte la via principale e, anche se presto ci sono persone che
applaudono,
l'ultima curva in piazza ed eccomi all'arrivo, i miei sono li ad
aspettarmi.
Sono le 07:20 in 323 posizione ed ho concluso la prova il 20h 19m 54s.
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