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Up Corso SA1 e SBA1 2010 - Scuola Orobica Prev Next Slideshow

19° Corso Base Scialpinismo SA1 1° Corso Snowboard alpinismo SBA1 anno 2010

IL CORSO BASE DI SCIALPINISMO SA1 E SNOWBOARD ALPINISMO SBA1 SONO ORGANIZZATI PER FORNIRE A COLORO CHE DESIDERANO AVVICINARSI ALLO SCIALPINISMO O ALLO SNOWBOARD ALPINISMO LE NOZIONI BASILARI ED INDISPENSABILI PER POTER AFFRONTARE PREPARATI E COSCIENTI LE DIFFICOLTA' DELLA MONTAGNA

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CALENDARIO LEZIONI TEORICHE

Giovedì

17/12/2009

Presentazione Corso- Materiali

Giovedì

07/01/2010

A.R.V.A.

Giovedì

14/01/2010

Topografia e Orientamento

Giovedì

21/01/2010

Nivologia

Giovedì

28/01/2010

Meteorologia

Giovedì

11/02/2010

Preparazione salita - Autosoccorso

CALENDARIO LEZIONI PRATICHE

Sabato
pomeriggio

09/01/2010

Tecnica di discesa (in pista) e Verifica materiali

Domenica

10/01/2010

Utilizzo ARVA

(Piazza Torre - Torcole)

Domenica

17/01/2010

Lettura e utilizzo carta topografica

(Roncobello - G. P. II)

Domenica

24/01/2010

Scelta del percorso e tecnica di salita

(Piz Surgonda - Engadina CH)

Domenica

31/01/2010

Considerazioni nivo-meteorologiche in ambiente

(Foppolo - Valegino)

Sabato

13/02/2010

Autosoccorso in valanga

(Val Maira)

Domenica

14/02/2010

Realizzazione della gita pianificata

(Val Maira)

 

ARVA

AUTOSOCCORSO

LE VALANGHE

METEO

NEVE-VALANGHE

GITA

SA1

TOPOGRAFIA

Presentazione Corso / Materiali

Viene presentato il corso, descrivendone le modalità  di svolgimento.
Sono illustrati i materiali utilizzati per la pratica dello scialpinismo, e vengono descritti gli aspetti da tenere in considerazione per scegliere l'equipaggiamento idoneo in base al tipo di gita e la dotazione di gruppo.

ARVA

Vengono dapprima esposte le nozioni di base necessarie a comprendere il funzionamento dell'apparecchio:
- principio di funzionamento (campo elettromagnetico)
- tipologia di apparecchi (analogici ad una antenna, digitali e analogico-digitali a due o tre antenne)

Ci si concentra poi sull'utilizzo dell'ARVA durante la gita e si affrontano le tecniche di base per la ricerca di un sepolto da valanga:

- utilizzo ARVA in trasmissione e ricezione
- prova funzionamento ARVA
- metodi di ricerca (direzionale e a croce)
- fasi di ricerca (primaria, secondaria, finale)

Le nozioni teoriche esposte in questa lezione verranno poi riprese, approfondite e messa in pratica durante le esercitazioni che si terranno nelle uscite.
L'obiettivo finale per l'allievo, rispetto al quale potrà  misurarsi nelle esercitazioni, è di sapere individuare con ARVA un ipotetico travolto da valanga su un'area di 30x30 metri ad una profondità  di 50 cm entro 5 minuti.


Nella lezione riguardante l'autosoccorso verrà  poi affrontato il metodo per disseppellire in modo corretto l'infortunato ed essere in grado di liberargli le vie respiratorie.

Topografia e Orientamento

L'obiettivo della lezione è di fornire le conoscenze necessarie e sufficienti per saper leggere ed interpretare le informazioni riportate su una mappa topografica, sapere orientarsi sulla base di queste informazioni e avvalendosi dell'utilizzo di bussola e altimetro

Topografia: sulla carta topografica conoscere e individuare i punti cardinali, la scala numerica, il reticolo, la rappresentazione dei rilievi mediante le curve di livello, distanza planimetrica e dislivello, punti significativi (edifici, mulattiere, sentieri, cime, selle, zone rocciose, bosco ...), avvallamenti e dossi, pendii ripidi.

Orientamento: conoscere l'uso di altimetro e bussola, definizione ed impiego di azimut per identificare punti sul terreno, individuare la propria posizione e determinare la giusta direzione di marcia.

Completano la lezione alcuni esercizi che aiutano a comprendere meglio l'applicazione dei concetti esposti e che troveranno poi riscontro pratico durante le salite.

Nivologia e valanghe

Attraverso la spiegazione dei concetti base di nivologia (formazione della neve, tipologie del manto nevoso, trasformazione della neve al suolo e proprietà  fisiche della neve) si vuole trasferire all'allievo la capacità  di valutare le condizioni critiche che determinano una situazione di equilibrio precario del manto nevoso e i principali fattori che provocano il distacco di una valanga:
- inclinazione maggiore di 30°
- presenza di neve con coesione che poggia su di un piano di slittamento
- debole resistenza di base


Si affronta poi l'argomento valanghe descrivendone la classificazione (valanghe di neve a debole coesione, di neve a lastroni, di neve bagnata, di neve polverosa) ed illustrando i fattori che ne determinano il distacco
(spontaneo e provocato) e le condizioni critiche:
- inclinazione del pendio
- neve con coesione nello strato superficiale
- presenza piano di slittamento scarsamente coeso con lo strato superficiale
- sovraccarico forte e debole, accumuli
- l'influenza della morfologia e la conformazione del terreno
 

Infine viene dato spazio alla lettura del bollettino nivologico attraverso il quale è possibile conoscere:
a) il grado di pericolo
b) la situazione meteorologica e le condizioni previste
c) la quantità  di neve fresca
d) i versanti dove il grado di pericolo è maggiore

 

Meteorologia

Si vogliono trasmettere le nozioni utili a:
- interpretare le informazioni contenute nel bollettino meteorologico, con particolare attenzione agli elementi da prendere in considerazione nella pianificazione della gita scialpinistica
- cogliere le situazioni metereologiche, anche per cercare di anticipare i cambiamenti del tempo
- adottare i giusti comportamenti in presenza di pericoli legati ad eventi metereologici.
 

Si parte dall'esposizione dei concetti base di meteorologia (pressione, temperatura, umidità , venti, ecc.) per prendere poi in considerazione le tipologie di nubi, le masse d'aria, i fronti e le perturbazioni.

Vengono descritte le più comuni situazioni meteorologiche e presi in esame i pericoli meteorologici (temporali, tormente, fulmini, temperature estreme).

 

 

Preparazione Salita e Autosoccorso

Per ridurre i pericoli a cui si può andare in contro durante una gita scialpinistica e assicurarsi della buona riuscita, è importante effettuare una valutazione di tre fattori:

- condizioni nivo-meteorologiche (bollettini ed informazioni locali)
- terreno (mappa topografica, schizzo di rotta, relazioni)
- fattore umano (partecipanti e loro condizioni fisiche ed esperienza, equipaggiamento, responsabilità )
 

La prevenzione del rischio in montagna va fatta a tre livelli: a casa con lo studio a tavolino, alla partenza sul luogo della gita e durante lo svolgimento della gita per i singoli pendii, distinguendo i concetti di rischio e pericolo.

Dopo aver affrontato queste tematiche, si spiega come ci si deve comportare in caso di valanga: come devono essere organizzati i soccorsi dai compagni che non sono stati travolti.
L'operazione di soccorso deve essere immediata e tutti i presenti debbono parteciparvi, agendo ognuno
secondo un preciso piano di operazioni:
- analisi generale, stima dei superstiti e individuazione del direttore della ricerca
- ricerca vista/udito
- ricerca con ARVA
- individuazione aree primarie per sondaggio nel caso di sepolti privi di ARVA

 

   
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