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comune:

Grimselpass (CH)

nome cima:

Lauteraarhorn

nome itinerario:

cresta SE

difficolta:

AD

 

 

tipo itinerario

Cresta - misto

esposizione preval. in salita:

Sud Ovest

esposizione preval. in discesa:

varie

quota di partenza (m.):

1980 (Grimsel Ospizio) - 2731 (Aarbiwak)

quota vetta (m.):

4042

dislivello complessivo (m.):

751 - 1291

punti appoggio:

Aarbiwak

localita partenza:

Ospizio di Grimsel al Grimselpass (CH)

Primi salitori:

 

bibliografia:

Martin Moran: “The 4000m Peaks of the Alps-Selected Climbs”, London, June 2007

Attrezzatura consigliata:

dotazione da roccia e ghiaccio, serie friend, chiodi ghiaccio, corda da 50 mt

cartografia:

 

 

 

 

 

 

 

Lauteraarhorn m 4042 couloir meridionale e cresta sud-est

Accesso: dall'Italia per il traforo del San Gottardo per il Furka Pass si raggiunge il Grimselpass e si scende al parcheggio dell'Ospizio di Grimsel 1980 m. Si Aatraversata a piedi la diga e il successivo tunnel, si costeggia il lago di Grimselsee 1909 m, fino alle morene che precedono l'Unteraargletscher. Una traccia segnalata percorre il ghiacciaio lungo il suo margine sinistro (settentrionale) fino a un masso con cartello segnalatore dal quale, sulla destra si snoda il sentiero per la Lauteraarhornhutte 2392 m, attraverso il Triftleni. Non prendere questo sentiero ma dirigersi verso sinistra (ometti)  sulla grande morena mediana. Giunti alla confluenza tra il Lauteraargletscher e il Finsteraargletscher si imbocca quest'ultimo (a sinistra), sempre restando sulla morena mediana. Dalla nuova confluenza con Io Strahleggglelscher si volge a destra (nord-ovest) fino a giungere all'altezza dell'Aarbiwak, che si raggiunge traversando a destra (m 2731; ore 6-7; diff. F; bivacco sempre aperto con 30 posti, con angolo cottura, gas, acqua e bibite, Coordinate GPS:Nord E 654 720 Est W 156 270 - CAS).

Dall’arbiwak si ritorna sullo Strahleggletscher e si continua fino a circa 3000 m quando, verso destra si raggiunge la base  del grande couloir che incide il versante meridionale del Lauteraarhorn. Si segue il canalone sul fondo oppure lungo le rocce rotte di sinistra fino a quando esso si allarga in un pendio di neve circa 3360 m). In alternativa si può  prendere il canale che parte circa 50 m prima sempre verso destra (dei grossi massi alla base identificano il canale) puntando verso la serraccata mediana, poco prima si costeggia la costola rocciosa verso sinistra fino a raggiungere il punto 3360 descritto prima.

Oltre il nevaio, a seconda delle condizioni, si procede per neve nel canale a destra puntando alla selletta nevosa situata lungo la soprastante cresta sud-est del Lauteraarhorn a sinistra del dente roccioso di quota 3915 m. Oppure (più conveniente e veloce in mancanza di neve) sulla sua sponda di sinistra (circa 50 m), con facile arrampicata, quasi un sentiero che porta direttamente sulla cresta alla base delle placche.  Giunti sulla cresta si volge a sinistra, arrampicando sul filo di cresta per ottime rocce gradinate e placche (max III grado), sino alla vetta del Lauteraarhorn.

Discesa per lo stesso itinerario.

Note

La meta per questo week doveva essere diversa, ma per incompatibilità di orari ho dovuto lasciar perdere la Brouillard e dirottare su qualcos'altro.

Più di 2 anni fa ero salito sull'Aletschhorn con Michele, un amico che doveva partire col Mato Grosso per un periodo di 2 anni in Perù.

Gli avevo promesso che quando tornava dal Perù l'avrei portato di nuovo su un 4000, e così l’ho chiamato ed a subito accettato con gioia.

Alle 21:30 di sabato ci troviamo in autostrada a Sesto e con la mia macchina partiamo per l’Lauteraarhorn. Per strada piove, ci sono temporali e c’è la nebbia, speriamo bene. Alle 02:15  arriviamo allo Spizio di Grimsel, con calma ci prepariamo; fuori c’è buio pesto  e piovigina ancora ma partiamo lo stesso.

Con questo buio non si capisce dove stiamo andando però con un po’ di sesto senso percorriamo il sentiero che costeggia il lago sulla destra.

È ancora buio quando arriviamo alla deviazione per la Lauteraarhornhutte e sbagliamo strada  :?  , ci accorgiamo solo quando inizia a far chiaro e così torniamo indietro per immetterci sulla morena dell’UNTERAARGLETSCHER.

Alle 9 arriviamo sotto il bel bivacco l’AARBIWACK 2731 m, ma proseguiamo sul ghiacciaio  ed arriviamo alla base del canalone dove ci rifocilliamo. Alle 10  saliamo, è tutto uno sfasciume, la neve buona del canale è solo nella prima parte, dopo è troppo sottile e ci spostiamo a sinistra, ma troppo poco e arranchiamo su sassi instabili; difatti in discesa ci accorgiamo che stando più a sinistra (salendo) c’è una buona traccia che ci avrebbe velocizzato, in più saremmo arrivati direttamente all’inizio delle placche finali senza dover far la doppia.

La cresta finale è di roccia buona e ben appigliata, mai difficile e che ci diverte fino alla cima, sono le 16:30. Il tempo di una foto veloce e poi giù perché vogliamo essere al bivacco prima che faccia buio.

La stanchezza è forte e devo stare molto attento per non commettere errori, invece per Michele è una cosa normale , ha vissuto per 3 anni a 4800 metri e a i globuli rossi grossi come conigli.

Arriviamo finalmente al bivacco alle 20:30 (beh io dopo mezz’ora) e dopo aver bevuto un te Michele mi dice “Torniamo alla macchina?”, devo averlo guardato con 2 occhi talmente sgranati  :shock: , e col mento che toccava per terra come quello di gatto silvestro che ha detto “No, forse è meglio che ci fermiamo un po’!”.

Dopo aver dormito “profondamente” ripartiamo alle 4 e alle 9:30 siamo alla macchina dopo aver percorso il bel sentiero che costeggia il lago; finalmente questa volta lo vedo.

Nel viaggio di ritorno Michele dorme dalla partenza fino all’arrivo alla sua macchina . . . “Ah mi sembrava … è umano anche lui!!! “


Immagini totali: 39 | Ultimo aggiornamento: 25/05/10 16.43 | Generato da JAlbum & Mountaindream1 | Aiuto
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