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Lauteraarhorn m 4042
couloir meridionale e cresta sud-est
Accesso:
dall'Italia per il traforo del San Gottardo per il Furka Pass si
raggiunge il Grimselpass e si scende al parcheggio dell'Ospizio di
Grimsel 1980 m. Si Aatraversata a piedi la diga e il successivo tunnel,
si costeggia il lago di Grimselsee 1909 m, fino alle morene che
precedono l'Unteraargletscher. Una traccia segnalata percorre il
ghiacciaio lungo il suo margine sinistro (settentrionale) fino a un
masso con cartello segnalatore dal quale, sulla destra si snoda il
sentiero per la Lauteraarhornhutte 2392 m, attraverso il Triftleni.
Non prendere questo sentiero ma dirigersi verso sinistra (ometti)
sulla grande morena mediana. Giunti alla confluenza tra il
Lauteraargletscher e il Finsteraargletscher si imbocca quest'ultimo (a
sinistra), sempre restando sulla morena mediana. Dalla nuova confluenza
con Io Strahleggglelscher si volge a destra (nord-ovest) fino a giungere
all'altezza dell'Aarbiwak, che si raggiunge traversando a destra (m
2731; ore 6-7; diff. F; bivacco sempre aperto con 30 posti, con angolo
cottura, gas, acqua e bibite, Coordinate GPS:Nord E 654 720 Est W 156
270 - CAS).
Dall’arbiwak
si ritorna sullo Strahleggletscher e si continua fino a circa 3000 m
quando, verso destra si raggiunge la base del grande couloir che
incide il versante meridionale del Lauteraarhorn. Si segue il canalone
sul fondo oppure lungo le rocce rotte di sinistra fino a quando esso si
allarga in un pendio di neve circa 3360 m). In alternativa si può
prendere il canale che parte circa 50 m prima sempre verso destra (dei
grossi massi alla base identificano il canale) puntando verso la
serraccata mediana, poco prima si costeggia la costola rocciosa verso
sinistra fino a raggiungere il punto 3360 descritto prima.
Oltre il nevaio,
a seconda delle condizioni, si procede per neve nel canale a destra
puntando alla selletta nevosa situata lungo la soprastante cresta
sud-est del Lauteraarhorn a sinistra del dente roccioso di quota 3915 m.
Oppure (più conveniente e veloce in mancanza di neve) sulla sua sponda
di sinistra (circa 50 m), con facile arrampicata, quasi un sentiero che
porta direttamente sulla cresta alla base delle placche. Giunti
sulla cresta si volge a sinistra, arrampicando sul filo di cresta per
ottime rocce gradinate e placche (max III grado), sino alla vetta del
Lauteraarhorn.
Discesa per lo
stesso itinerario.
Note
La meta per
questo week doveva essere diversa, ma per incompatibilità di orari ho
dovuto lasciar perdere la Brouillard e dirottare su qualcos'altro.
Più di 2 anni fa
ero salito sull'Aletschhorn con Michele, un amico che doveva partire col
Mato Grosso per un periodo di 2 anni in Perù.
Gli avevo
promesso che quando tornava dal Perù l'avrei portato di nuovo su un
4000, e così l’ho chiamato ed a subito accettato con gioia.
Alle 21:30 di
sabato ci troviamo in autostrada a Sesto e con la mia macchina partiamo
per l’Lauteraarhorn. Per strada piove, ci sono temporali e c’è la
nebbia, speriamo bene. Alle 02:15 arriviamo allo Spizio di
Grimsel, con calma ci prepariamo; fuori c’è buio pesto e piovigina
ancora ma partiamo lo stesso.
Con questo buio
non si capisce dove stiamo andando però con un po’ di sesto senso
percorriamo il sentiero che costeggia il lago sulla destra.
È ancora buio
quando arriviamo alla deviazione per la Lauteraarhornhutte e sbagliamo
strada :? , ci accorgiamo solo quando inizia a far chiaro e
così torniamo indietro per immetterci sulla morena
dell’UNTERAARGLETSCHER.
Alle 9 arriviamo
sotto il bel bivacco l’AARBIWACK 2731 m, ma proseguiamo sul ghiacciaio
ed arriviamo alla base del canalone dove ci rifocilliamo. Alle 10
saliamo, è tutto uno sfasciume, la neve buona del canale è solo nella
prima parte, dopo è troppo sottile e ci spostiamo a sinistra, ma troppo
poco e arranchiamo su sassi instabili; difatti in discesa ci accorgiamo
che stando più a sinistra (salendo) c’è una buona traccia che ci avrebbe
velocizzato, in più saremmo arrivati direttamente all’inizio delle
placche finali senza dover far la doppia.
La cresta finale
è di roccia buona e ben appigliata, mai difficile e che ci diverte fino
alla cima, sono le 16:30. Il tempo di una foto veloce e poi giù perché
vogliamo essere al bivacco prima che faccia buio.
La stanchezza è
forte e devo stare molto attento per non commettere errori, invece per
Michele è una cosa normale , ha vissuto per 3 anni a 4800 metri e a i
globuli rossi grossi come conigli.
Arriviamo
finalmente al bivacco alle 20:30 (beh io dopo mezz’ora) e dopo aver
bevuto un te Michele mi dice “Torniamo alla macchina?”, devo averlo
guardato con 2 occhi talmente sgranati :shock: , e col mento che
toccava per terra come quello di gatto silvestro che ha detto “No, forse
è meglio che ci fermiamo un po’!”.
Dopo aver
dormito “profondamente” ripartiamo alle 4 e alle 9:30 siamo alla
macchina dopo aver percorso il bel sentiero che costeggia il lago;
finalmente questa volta lo vedo.
Nel viaggio di
ritorno Michele dorme dalla partenza fino all’arrivo alla sua macchina .
. . “Ah mi sembrava … è umano anche lui!!! “ |