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Descrizione percorso:
PRIMO GIORNO ARRIVO E ACCLIMATAZIONE:
Partenza sabato 24 maggio 2009 da Livorno con la Nave
della Moby alle ore 22.
Dormiamo sulla moquette vicino ai giochi per i bambini e vicino
alla televisione che continua a trasmettere cartoni animati .
Collaudiamo il materassino e il sacco a pelo, contendendoci lo
spazio con i bambini scalmanati .
Arrivo
sabato 25 maggio a Olbia alle 7.30.
Ci
dirigiamo verso Nuoro; all'incrocio tra Nuoro e Oliena, al bivio
di Lula troviamo Sebastiano del CAI di Nuoro
che ci
guida verso la sede del Gruppo Speleo di Nuoro.
Siamo
nel territorio del Supramonte .
Direzione SU COLUGONE, poi bivio per LANAITTO.
La
strada sterrata ci porta in una valle verdissima sul cui fondo si snoda
il lago CEDRINO.
Sebastiano va sparato con una macchina predisposta
per il
trasporto sul tetto di una canoa che dice di utilizzare su questo
lago o al mare.
Il
rifugio é una bella costruzione semplice composta da un atrio coperto
e delimitato da un muretto,
una
grande sala col camino e un piccolo locale ancora da terminare con 2
bagni e 2 docce.
Ci
sono tavoli e sedie recuperate forse da scuole ? un paio di frigoriferi
( che mi sembra non funzionino)
e un
grande lavello su un ripiano di cucina, gas e un mare di bottiglie e
taniche per l'acqua.
Ci
accolgono con tanta simpatia alcuni iscritti al Cai di Nuoro e
simpatizzanti e conoscenti di Seba.
Ci
offrono biscotti, Zedda Piras ghiacciato, vino, acqua, patatine,
salatini, pane carasau ecc..
Nel
frattempo una sig.ra ( non mi ricordo il nome) sta già
preparando sul fuoco un ragù di pecora
con
cui verranno conditi degli ottimi Malloreddus bagnati con Malvasia
e vino nero.
Oggi é
giornata " da pranzo" si sta tutti insieme parlando,
mangiando, bevendo fino a sera in compagnia.
Da
queste parti trascorrono i pomeriggi della domenica in questo modo.
Pomeriggio a verificare il peso degli zaini e delle attrezzature,
poi
gita a Cala Gonone per un bagno e ritorno non dopo aver
sbagliato la strada! Continuiamo a ridere come pazzi.
Se
anche domani sbagliamo il sentiero siamo a posto!!!
Non é
ancora finita: occorre scaricare legna dalla macchina, accendere il
fuoco per la cena a base di salsiccia,
carne
di maiale, pomodori, olive con finocchietto selvatico e
ancora vino e tanta simpatia.
Sul
tetto un contenitore per l'acqua da 100 litri viene ricaricato
con una pompa .
Aiuto
la sera il contenitore é quasi vuoto. Ma dove é finita l'acqua?
Dopo
ricerche con la pila si accorgono che manca un bullone su una
tubazione che doveva essere
allacciata alla tubazione dell'acquedotto!!.
Si va
a letto: materasso a terra con sacco a pelo sotto la veranda guardando
il cielo e gustandoci il caldo della notte.
Tappa n° 1:
Su Cologone mt 175 - Su pradu m.1260 . Tempo ore 8
Sveglia alle 7 , controllo finale degli zaini e partenza con due
macchine
fino
alla sorgente Su Cologone, vicino al ristorante.
Su
Gologone é il nome della principale risorgiva di un vasto sistema
carsico situato nel comune di OLIENA,
con
una profondità conosciuta di oltre 100 metri, ma ancora
parzialmente inesplorato .
Il
nome deriva probabilmente dal fatto che la sorgente somiglia ad una
grossa gola.
Dalla
risorgiva si origina un torrente che alimenta il fiume Cedrino
Parcheggiamo le macchine dentro l'area cintata del rifugio
e con
uno spostamento di macchine grazie anche all'amico Giovannino
arriviamo fino alla stazione di pompaggio di "Su Cologone".
Pieno
di acqua alla sorgente e foto di rito.
Sono
le 8 e affrontiamo il sentiero che porta alla stazione di pompaggio e da
qui lungo una serie di tornantini
con
vegetazione fitta e aggressiva ci addentriamo lungo un sentiero che sta
scomparendo .
Dopo
un'ora siamo già assetati, sudati e messi alla prova.
Abbiamo il sole in fronte e il sentiero che sembra all'inizio un
sentiero da cristiani, poi si fa più stretto,
i rami
si impigliano nello zaino, graffiano le gambe e le braccia e lasciano il
segno.
Sarà
il segno del Supramonte. Non solo non si vede dove metti i piedi,
ma bisogna anche aprire un passaggio .
Infatti Seba estrae un coltello tipo RAMBO dallo zaino per
tagliare i rami .
Cerchiamo un po' d'ombra e ci sgoliamo mezzo litro d'acqua. Aiuto se
andiamo avanti cosଠrimarremo senza riserve da bere.
Fabio
dice "ragazzi é sola la prima ora del primo giorno e sembra dura." Siamo
tutti d'accordo .
Si
arriva in cresta con vista sulla valle di Lanaittu. Sosta per
vedere da dove siamo partiti.
E' un
puntino in basso,molto lontano mentre la giornata é splendida, senza una
nuvola e vediamo tutte le cime vicino a noi.
Riposo, foto e poi ci incamminiamo verso il MONTE UDDE' metri 908.
Da qui
divisione del gruppo: una parte ai piedi del Cusidore per il sentiero di
"Sas Seddittas",una parte a mezza costa ;
Seba e
Vito salgono la cresta che li porterà in cima al
Monte Cusidore con una bellissima vista e un'immane fatica.
Qualcuno si arrampica sulle rocce del MONTE CUSIDORE tagliando a mezza
costa,
ma
subito il passaggio che sembrava tracciato si perde tra le rocce e si fa
fatica a seguire il sentiero.
Tutti
i sassi sono uguali , non dobbiamo perdere vi vista chi ci sta davanti,
altrimenti ci perdiamo.
Io
Fabio e Tore preferiamo non strafare e andiamo sul sentiero verso
una piccola sella SASSE DITTAS.
Già
ci sembra di fare abbastanza
Arrivo
alla forcella di "Sovana" m. 938 e sosta pranzo sotto un leccio
gigantesco che Oliviero ha individuato
e dove
un'ombra salutare ci accoglie aspettando Seba e Vito che, non abbastanza
paghi della salita,
si
sono fatti anche la cima di Cusidore .
Dopo 1
ora di meritato riposo e non dopo aver bevuto anche un caffé
espresso fatto con una vera caffettiera,
ripartiamo lungo la interminabile cresta di monte "Sos Nidos" m. 1348.
Oltrepassiamo FRUNCU NIEDDU metri 911 ( vedi foto con il piede
sulle rocce)
e ci
avviciniamo alla FORCELLA DI SU CUSIDORE.
via
di nuovo sotto il sole. Temperature altissime 35-40 gradi .Sembra estate
avanzata.
Il
sole é implacabile, il sentiero si snoda su creste e rocce bianche,
bollenti e perfide
( se
cadi ti fai veramente male) e lentamente guadagnamo quota
verso
la CRESTA PER PUNTA SOSNIDOS che vuol dire " I nidi",
ma é
soprannominata da noi tutti la punta Ammazzaturisti: ti sembra di
arrivare, ma non arrivi mai.
Le
rocce sono a volte lisce , a volte campi solcati di calcare.
Il
gruppo é sfilacciato.
Siamo
rimasti ultimi io, Vito e Fabio e ci nascondiamo sotto un leccino
ancorato,
non si
sa come a due spaccature di roccia.
Ci
sono tre anticime di cui la prima, é invece un albero, poi ci
sembra di essere arrivati alla seconda,
ma
neppure qui c'é l'arrivo e alla terza finalmente possiamo
guardarci in giro, ammirare il paesaggio
e
aprire l'ombrello per ripararci dal sole.
Evviva
siamo arrivati.
Ora
dobbiamo solo scendere rigorosamente sempre in cresta per
pernottare per la notte.
Ci
avviciniamo ad un grande pianoro .
Località Su Pradu dove si puಠarrivare anche con dei fuoristrada
e scendiamo per una strada sterrata
non
prima di aver fatto una foto davanti ad una bella madonnina.
Da qui
dopo una serie di tornanti raggiungiamo l'ovile di "Tuones" dove c'é un
posto
per
fare il fuoco e dove si organizza il bivacco.
Alle
20 compare un fuoristrada rinforzato Land Rover da cui Efisio e
Carmine
scaricano acqua da bere e taniche con acqua per lavarsi ,birra,
formaggio, vino,
la
cena di questa sera, i dolci, la frutta, la colazione per
domani mattina e il pranzo per il giorno dopo.
Sono
attrezzatissimi e organizzati alla perfezione.
Scaricano tavolo e panche, preparano la tavola con la tovaglia e mettono
tovaglioli, piatti, bicchieri.
Mettono pane Sardo e pane Carasau con l'aggiunta di vari tipi di
pecorino su cui ci fondiamo a piene mani.
Portano un generatore e ci fanno luce con alcune lampadine.
Noi
intanto parliamo della giornata e di quello che vorremmo per il
giorno dopo:
qualcuno vuole uova sode? Mortadella? Prosciutto cotto? Sali minerali
per limitare i danni delle sudate?
Sciampo? Nutella? pile? Coca Cola? Basta chiedere . Mi
sembra un albergo a 4 stelle.
Scaricano un pentolone , ci mettono l'acqua e cominciano a far
bollire la pecora con patate e cipolle.
Mentre
aspettiamo la cena sgranocchiamo un po' di pane e formaggio,
beviamo acqua minerale e vino . Ci voleva proprio.
Si
stanno accendendo le luci dei paesi nella valle sottostante .
Finalmente si organizza il bivacco sulla terrazza, possiamo dormire
comodi: cioé ci si puಠsdraiare senza problemi di
sassi
e guardando dall'alto ORGOSOLO OLIENA e da lontano NUORO.
Tappa n° 2:
Partenza Loc. "Su Pradu" m.1260 per monte Corrasi mt 1463.
Arrivo all'ovile "Su Fumu" mt 947. Tempo ore 6
Oggi
la tappa non é lunga e impegnativa come quella di ieri. Partiamo
tranquilli alle 8.15,
dobbiamo rifare la strada sterrata che abbiamo percorso ieri in discesa.
Ora la
strada é in ombra e possiamo ammirare i grandi lecci che costeggiano la
strada:
sono
immensi e con le loro radici tengono compatto il terreno che
altrimenti franerebbe.
In
effetti lo sterrato é attraversato da solchi scavati
dall'acqua piovana dei temporali.
Arrivati in cima svoltiamo a dx in direzione sud/Ovest e
camminiamo su un sentiero che sembra proprio un vero sentiero.
Saimo
in fila indiana e Seba scatta foto a raffica.
Arriviamo in cima a PUNTA CORRASI m. 1463 da dove si domina tutta la
provincia di Nuoro e il Supramonte.
Da qui
il discorso cambia ed ecco ancora campi solcati, rocce coperte di
arbusti profumatissimi di rosmarino , mirto e timo.
Rimangono tracce di peonie sfiorite e tantissimi ciclamini che si
perdono in un paesaggio lunare dove c'é assenza di alberi o piante
.
L'altro versante, al contrario é un bosco fitto di alberi.
Dietro
di noi fotografiamo la cresta di ieri in tutta la sua maestosità
,
le sue
tre anticime e ricordiamo la fatica contenti comunque di
avercela fatta.
Anche
qui é facile perdersi, il sentiero non si vede più ed é necessario
trovare la via giusta per arrivare a SCALA E MARRAS.
Ce la
prendiamo comoda anche perchà© il sole é già veramente
caldo,
non
c'é vento se non quando il sentiero percorre il crinale che ci permette
di vedere la piana di Oliena
in
fondo alla valle circondata da montagne immerse nel verde e
solcate da strade forestali.
Da una
di queste strade arriveranno, dopo aver percorso diversi km,
questa sera i nostri cuochi.
Sulla
strada per P.ta "Cateddu" m. 1199 troviamo
un'ottima ombra e ci fermiamo a bere e a rinfrescarsi
Non
c'é nulla da fare: il Supramonte ti mette alla prova nel fisico e
nell'animo e anche nei piedi.
L'occasione é buona per ricordare la vita dei pastori che per anni e con
tanta fatica abitavano queste montagne ,
e che
poi hanno progressivamente abbandonato.
Riprendiamo il cammino e troviamo ancora e campi solcati rocce.
Quando
appoggi le racchette senti sotto il vuoto: sembra un formaggio con i
buchi.
Non
c'é più segnaletica, ma solo omini di pietra. C'é anche un omino a forma
di uccello.
Ci
guardiamo indietro e vediamo la CRESTA DEI CORRASI che abbiamo appena
percorso
per
poi scendere a vista dentro un fitto bosco di lecci alla radura
sottostante .
Sembra
un posto appena arato, ma sono i cinghiali e i maiali lasciati crescere
allo
stato
brado che cercano nel terreno radici, ghiande,
Tuberi
e l'anno completamente rivoltato . Non é assolutamente facile camminare
qui e
stare in equilibrio tra sassi taglienti, cespugli spinosi,
terra
indurita dal sole e buche traditrici,
per
poi raggiungere in 10 minuti la capanna in pietre dove organizziamo per
il bivacco.
La
capanna é una costruzione di pietre e muretti a secco ristrutturata di
recente
per
accogliere turisti di passaggio e composto
da uno
stanzone con un piccolo camino in un angolo; c'é anche un tavolino
di
fortuna e due sgabelli che quando ti siedi mettono alla prova il tuo
equilibrio .
Questa
é stata una tappa di trasferimento ,ma non per questo meno bella
della altre.
Di
pomeriggio alcuni preferiscono fare pennichella vicino alla radura sotto
grandi lecci
dove
c'é un po' d'aria perchà© il caldo é opprimente.
Seba e
Tore, invece, vanno a fare ancora una camminata: ma dove trovano tutta
questa forza?
Verso
le 19 arrivano di Efisio e Carmelo con il menù:
gnocchetti sardi al sugo di carne e funghi formaggio, salsicce,
prosciutto crudo favoloso , pane, frutta, dolcetti, vino, acquavite,
caffé.
Ieri
hanno fatto quasi 24 km oggi certamente di più. Ma come fanno a trovarci
su queste montagne?
Tore
scarica sul PC portatile la rilevazione del GPS che abbiamo rilevato
durante il percorso;
ogni
giorno lo farà , poi ricarica le batterie e il GPS é di nuovo pronto
per il giorno dopo.
Decidiamo di dormire tutti fuori, tranne Egidio che preferisce
dormire dentro.
La
mattina il risveglio di alcuni é stato allietato dalla presenza di una
donnola particolarmente curiosa.
Tappa n° 3:
Partenza Loc. "Ovile Su Summu" m.947 con arrivo all'uscita Badde
Pentumas" mt 200 . Tempo ore 10
La
notte é stata fresca: forse era meglio dormire dentro..
La
giornata non presenta salite. Partenza alle 8.30 in direzione nord-est
in
marcia all'interno del bosco fino ad arrivare ad una cresta di calcare
bianchissimo denominata "SERRA E SU LIDONE"
che
seguiamo fino ad incrociare un compluvio sulla sx (nord-Ovest) , poi
entriamo
sul
greto di un torrente in secca percorrendolo per poche centinaia di metri
raggiungendo
una
grotta molto frequentata dagli speleologi nuoresi e da qui in 10 minuti
siamo all'ovile di "Su Lidone" m. 655.
Cuile
bellissimo che ci ispira una colazione prettamente sarda e si continua
sul greto fin sotto "Monte Duavidda"
(in
queste vicinanze disturbiamo il sonno di un piccolo di muflone che
scappa spaventato)
ai
piedi del quale si apre la valle di "PENTUMAS"
con un
paesaggio mozzafiato veramente notevole e dove ci attendono 14 corde
doppie tutte una diversa dall'altra.
Seba
va avanti con Vito e mettono le corde, Tore ci controlla e chiude
il gruppo.
Mi sto
divertendo un sacco perchà© ogni angolo é diverso ,
ogni
roccia é particolare e ogni momento é buono per fare due risate
Anche
se siamo solo in otto il tempo di imbrago e discesa ci rallenta
molto.
Tra un
corda e l'altra riusciamo a fermarci solo verso le tre affamati .
Altre
due corde poi siamo nell'anfiteatro dove c'é la ferrata facoltativa di
Pentumas.
Non
tutti salgono e io me ne guardo bene, non mi sento ispirata .
Guardo
in su e non li vedo già più, sentiamo solo le voci quindi
io, Fabio e Oliviero
decidiamo di incamminarci verso la fine della valle passando vicino
a
piante secolari altissime che si contendono la luce del sole .
Mi
ricordano un po' le gole di Samaria a Creta.
Improvvisamente alla fine della gola
troviamo una strada sterrata forestale che interrompe la valle:
ma
dove finisce l'acqua del fiume quando si ingrossa?
Praticamente attraversa la strada sterrata , la distrugge e poi la
ricostruiscono. Bene!
Il
nostro ricovero di questa notte é un'area di pic nic circondata da
muretti a secco e un bel posto per fare fuoco.
Questa
sera mi spettano almeno 3 bottiglie per la doccia.
Disfiamo gli zaini e spargiamo tutt'intorno quello che
abbiamo portato per tutto il girono:
ma
come facciamo a far stare tutto nello zaino? Siamo prestigiatori!
Quando
arriviamo c'é già il fuoco acceso con l'acqua che bolle per
i Malloreddus che saranno conditi con
carne
di pecora in casseruola semipreparata dalla moglie di Efisio e terminata
in cottura dal marito, poi pane,
formaggio, frutta, dolci Cannonau ecc e novità
interessante la nutella e le banane.
La
notte é stata molto movimentata dalla visita di grossi maiali
attratti dai resti della cena e ci svegliamo
tra
pile che si accendono e grida per allontanare i maiali, tentativi di
acrobazia per uscire in fretta dai sacchi a pelo.
Ma
loro proprio non si allontanano fino a quando non finiscono i resti . La
mattina non ci saranno più.
Tappa n° 4:
Partenza Loc. "Troccos e Corrojos" m.220 per Su Sercone con arrivo
a "Sas Baddes" mt 942 Tempo ore 8
Sveglia come sempre alle 6.30, ma come sempre non riusciamo a partire
prima delle 8.15.
Gli
zaini sono preparati a regola d'arte, l'acqua é stata caricata. Le
bustine di Sali minerali sono pronte, la nutella é nello
zaino .
Prendiamo la deviazione "TROCCU DE CORROJOS " e "Codula De
Ozzastru"
(codula di olivastro)che é una bellissima valle all'ombra con un
dislivello di 800 metri..
Spuntino e foto di rito vicino ad un ovile/riparo per pecore addossato
alla parete. L'ovile é pieno di escrementi di pecore:
aiuto
magari ci sono anche zecche!Arriviamo alla Dolina di
"Su
Sercone"mt 885 che ha una circonferenza 1 km ed é profonda 200m.
Scendiamo su un terreno molto franoso e ripido verso un
inghiottitoio carsico veramente notevole circondato
da esemplari di tassi secolari e con un microclima particolare. Risalita
affannosa verso la cima dove sostiamo per la pausa pranzo:
il
sole é caldo, ma all'ombra c'é vento, non
sappiamo più dove stare. Guardiamo intorno il panorama a 360 gradi della
dolina giù in basso.
L'aria
é fresca e la giornata limpida
Seba
ricorda il nome di ogni luogo e tutti i toponimi
Il
bosco che attraversiamo é pieno di lecci "mangiaginepro" cioé
lecci che nel tempo si sono sostituiti ai ginepri
uccidendone le radici. Siamo nel bosco di "Sas baddes"
Seguendo una carrareccia arriviamo a "Campu e Su Disterru".
Ci
incamminiamo verso il pianoro di "Donanicoro" ove visitiamo i ruderi del
Nuraghe "Nuragheddu" mt 668 fatto con
pietre
enormi che domina il campo. Prendiamo in direzione sud-ovest su
sentiero inizialmente ben marcato ...
attraversiamo "Genna Gori" e poi su calcare seguendo ometti segnavia
arriviamo a "Campu Su Mudrecu" (campo di cisto)...m.96
Sul
tardi compare dal nulla Efisio, Carmelo e Ciuffetto con una motosega per
la legna sul fuoco e con il pranzo della sera:
porcetto
arrosto, formaggio arrosto ,salsiccia , formaggio Frue
( tipo
Yogurt) da spalmare sul pane Carasau, fuoco, pane, vino,
acquavite, coca cola, nutella e tutto con grande falà².
Il
porceddu non fa in tempo ad essere messo é messo in tavola che già
é anche sparito. Ci siamo mangiati anche il codino!!
Ci
troviamo i soli maiali che girano indisturbati e qualche mucca.
C'é
acqua sia per la doccia che per lavarsi per bene i capelli con il bagno
schiuma che Carmelo ci ha portato .
E'
proprio una bella serata, peccato che sia già
giovedà¬. Ci prepariamo per la notte:
é
meglio rimanere vicino al bosco riparati dai grandi rami di questi
alberi che ci proteggeranno dall'umidità .
Infatti domiamo bene.
Tappa n° 5:
Partenza Loc. "Sas Baddes" m.942 per località "S'Abba Arva " mt
200" Tempo ore 8
Partenza presto , ma non prima delle 8.30 verso nord arriviamo
attraverso un bosco primario dove enormi alberi
sono
sradicati dal peso e appoggiati a terra oppure sono ripiegati a forma di
arco che ci suggeriscono l'idea di qualche bella foto .
Passiamo davanti al piccolo cuile di "Sas Baddes" (Le Valli) ove
non manchiamo di immortalarci sia all'interno, sia sulla porte .
Da qui
su un sentiero appena accennato (bisogna andare a fiuto, meglio bisogna
non perdere di vista Seba.)
ed in
mezzo al bosco arriviamo a "Nuraghe Nereu" m. 835 bellissimo esemplare
di
nuraghe costruito con pietre di bianchissimo calcare dove ci attende uno
spuntino di mezza mattina e...
compare di nuovo anche la nutella.
Arriviamo all'inizio della valle dove ci aspetta il grande nuraghe
"Nereu" con la camera reale.
E' un
bellissimo nuraghe ancora solido e perfetto che domina da lontano la
valla di "Su Gorropu" che attraverseremo.
Scendendo lungo un sentiero abbastanza marcato troviamo a guardia della
gola di "Gorropu"
l'omonimo nuraghe m.767 in tutta la sua imponenza (data la sua
posizione).
Lungo uno schienale suggestivo scendiamo alla località
"Giunturas"
ovvero
il luogo dove si congiungono tre fiumi il Flumineddu,
il rio
Titione e il rio Orbisi. A primavera questi fiumi si riempiono d'acqua
creando vortici e cascate d'acqua.
Qui le
foto si sprecano: ma quante ne abbiamo fatte?
Leggermente più a valle raggiungiamo l'ingresso della gola dove, per
superare un laghetto
siamo
costretti a fare una doppia di 15 metri.
superata questa arriviamo ai sifoni che dopo l'alluvione del 2004 non
sono più attrezzati.
e
dobbiamo quindi aggirarli inerpicandoci su un costone attrezzato alla
bella meglio
con
una ferratina artigianale ( Trattasi di ferrata del Supramonte. !! ).
Iniziamo cosଠla discesa del canyon saltando da una roccia all'altra,
scivolando dove non c'é corda.
Lasciandoci cadere dove non ci sono passaggi, strisciando sulla schiena
facendo a gara a chi scivola meglio .
Ci
stiamo proprio divertendo. fino ad arrivare nelle vicinanze
dell'imboccatura nord ove possiamo
vedere
le imponenti pareti alte fino a 500 metri.
Tore
le guarda ammirato e già si vede in arrampicata.
Arriviamo al fiume detto "Flumineddu" alle 7 di sera e dopo tante ore di
marcia ci
accampiamo finalmente in una spiaggetta
sulla
riva sx orografica nelle adiacenze di un laghetto dove facciamo un bagno
ristoratore.
Aspettiamo i nostri amici cuochi per fare il fuoco e la cena a bordo
fiume, ma non arriva nessuno .
Seba
che non sembra mai stanco si avvia lungo la strada sterrata per cercare
la Land Rover.
Troviamo i nostri amici cuochi a 15 minuti da noi che hanno
parcheggiato
vicino
ad una fonte ( penso l'unica di tutto il Supramonte),
e
hanno già acceso il fuoco, cucinato la pancetta, fatto
arrostire le salsicce ,
preparato la tavola con pecorino sardo " very Original",
pomodori, dolcetti sia per stasera che per domani mattina , c'é la
coca cola ,
il
vino, l'acqua minerale e..la Nutella . Ma quante ne abbiamo ora ?
Vicino
al grande falಠchiacchiere fino a tardi e ricordi della giornata.
Dopo
esserci abbuffati e bevuti , ci accampiamo non dopo aver creato delle
buche nella sabbia
del
fiume infilandoci nel sacco a pelo e coprendoci con un telo di plastica.
Notte
dolcissima, non un filo di umidità
(A
Vito ha ricordato il bivacco di due anni prima a Cala Sisine in
spiaggia )
Qui
vicino alla riva dovrebbe essere umido.
Dormo
benissimo fino alla sveglia delle 6.
Tappa n° 6:
Partenza Loc. "S'Abba Arva " m.200 per Monte Oddeu, " Ovile Tziu
Raffaele"Tiscali"
Arrivo lo. "Lanaitto" . Rifugio del "Gruppo Grotte" di Nuoro ore 10
Siamo
un po' dispiaciuti per l'avvicinarsi della fine del nostro trekking.
Colazione con té, arance e dolcetti mentre il caffé sta finendo.
Partenza di buon' ora alle 7.45 perchà© non riusciamo mai a partire
prima. Seba dice che sarà lunga.
Aiuto
se lo dice lui sarà una tappa bella tosta.
Siamo
carichi di acqua, coca cola e l'immancabile Nutella, pane sardo ,
salsicce, prosciutto, mele, dolci .
Già
dall'inizio la salita mette a dura prova il nostro stomaco che sta
ancora digerendo le salsicce e
il
Cannonau di ieri sera.
Iniziamo a camminare su una sterrata poi girando a dx prendiamo
una " strada bianca"
che
porta alla caserma della forestale dove da mesi non passa nessuno.
Erba
alta e pendenza del 20%.
Al
primo bivio giriamo a destra e iniziamo la risalita che ci porterà
a fare più di 700 m.
di
dislivello attraverso un sentiero di pietraia.
Ma
dove é il sentiero? Questa mi sembra una frana.
Arrivati quasi in cima attraversiamo la frana e sopra di noi parte
perpendicolare
una
parete dove dovremo arrampicarci
attraverso una non sicurissima ferrata...(ai piedi della quale ci
scordiamo una corda da 50m.) .
Spuntino con pane , prosciutto, dolcetti ,arance e coca cola : oggi ci
sentiamo in forma sarà per via della Nutella
Questo
" tentativo di ferrata" senza veri appigli e con una specie di cavo
d'acciao che ha visto tempi migliori
ancorato a rocce o a rami di ginepro ci mette alla prova e ci permette
di andare in cresta.
Dietro
di noi, anzi sotto di noi vediamo il fiume di ieri sera che sembra un
rigagnolo .
La
salita ci richiede estrema attenzione sia per non scivolare, sia per
non far cadere sassi sulla testa degli altri.
A
volte non sai proprio dove mettere i piedi, altre volte gli appigli sono
sicuri,
altre
volte é meglio non pensarci e andare avanti.
Non
c'é traccia di sentiero e Seba va avanti per trovare il passaggio
migliore.
Ho
veramente molti dubbi che i turisti vengano in massa da
queste parti .
Finalmente arriviamo in cima al monte "Oddeu" m. 1063
Da qui
si gode un panorama a 360 gradi che permette di dominare tutto il
Supramonte.
C'é
anche ricezione e qualcuno prende l'occasione per comunicare a casa che
siamo
ancora
vivi e in buona salute. Io sto benissimo
Inutile dire che il sentiero non é tracciato e che camminiamo ancora su
campi solcati.
Per
fortuna gli scarponi reggono, scendiamo a vista su bellissimi lastroni
di calcare
fino
all'ovile di "Tziu Raffaele" m. 850 recentemente ristrutturato ad
uso degli escursionisti.
Sul
posto organizziamo la sosta pranzo ed il solito buon caffé.
Mezzo
pane con salsiccia e mezzo con Nutella.
Prendo
ancora appunti di viaggio per questa relazione mentre Seba mi ricorda i
vari passaggi .
Poi
riprendiamo a scendere verso "Badde Doroné" ,ma non si arriva mai .
Per
fortuna dopo giorni di cammino su pietraia ci troviamo su un vero
sentiero che perಠscende sempre.
Ci
vengono dei dubbi: ma bisogna sempre scendere?
Dubbio
presto risolto perchà© la nostra guida ci porta ancora
in
cresta attraverso dei bellissimi (non per tutti) campi solcati arrivando
ad
passaggio segreto che lungo una ripida discesa
(
aiuto bisogna stare attenti) ci permette di scendere fino alla cresta
del "Monte Tiscali" m.518.
Tore é
proprio paziente e comprensivo. Ci incoraggia con la sua tranquillità
e ci aiuta nei passaggi difficoltosi.
Passiamo da una parte della cresta all'altra e poi lungo una
cengia di rara
bellezza arriviamo a vedere dall'alto la "Curtigia" di Tiscali.
Ancora
qualche metro poi lasciamo lo zaino ed andiamo a visitare il suo
interno.
Ci
sono ragazzi che si alternano con funzione di guide locali e che ci
danno la descrizione
della
natura del luogo e del tipo di flora che qui é nata e che riesce a
crescere a dismisura.
Usciamo e percorriamo la valle che sta a est di Tiscali
"Doloverre" che sbuca alla valle di Lanaitto.
Per
arrivare al Rifugio del Gruppo Grotte di Nuoro percorriamo un
grande viale alberato.
Ci
sembra il viale della liberazione. In effetti siamo un po'
stanchi.
Tre di
noi sono avanti; mi giro per vedere gli altri quattro .
Mi
ricordano un film western solo che gli attori erano meno stanchi
di noi.
Il
cerchio é praticamente chiuso, una settimana da sogno é già
finita;
ancora
un'ora di cammino e saremo al rifugio dove fortunatamente ci attendono
Massimilano, Franco,
Tina
che hanno preparato la cena a base di "Patate in cappotto" (carne di
pecora).
Culurgiones(ravioli) ogliastrini (Ogliastra) ripieni di patate e spezie,
gnocchi sardi e vino a volontà compreso del Malvasia
che va giù che é un piacere .
Prima
di metterci a tavola siamo andati a salutare Carmelo ed Efisio che
ci offrono una birra
e
contemporaneamente di procurano due belle forme di pecorino sardo
.
Prima
di cena grande doccia ristoratrice per tutti.
Siamo
tutti un po' stanchi e "bevuti " e non tutti hanno tanta
voglia di chiacchierare.
I
nostri ospiti sono veramente cortesi e premurosi.
Dopo
aver preparato il pranzo, apparecchiato, sparecchiato, ripulito il
locale ci lasciano per permetterci di riposare.
Non
abbiamo parole sufficienti per ringraziarli.
La
sera non si tira tardi e si dorme nella veranda o sotto i grandi alberi
del piazzale ben lontani da chi russa.
La
notte é calda e le montagne qui attorno e che in questi
giorni abbiamo percorso sono illuminate dalla luna piena .
Ultimo giorno:
Da "Lanaitto" ad Olbia per l'imbarco
Partenza per Olbia via Orose dove si fa sosta per un caffé e per
effettuare delle compere . dolcetti ecc
Poi
via ad Olbia luogo d'imbarco non prima di aver salutato le nostre guide
Sebastiano e Salvatore
con un
pranzo al ristorante.
Ci
hanno accompagnato fino qui e avranno un bel po' di strada per
tornare a casa.
Saluti
al porto con un arrivederci al monte Bianco.
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