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MOUNTAINDREAM

Up Traversata del Supramonte Slideshow

Il Supramonte é un massiccio calcareo molto simile a quello Dolomitico. Roccioso, impressionante, solitario, il Supramonte é senz'altro il cuore selvaggio della Sardegna, é la meta più suggestiva per camminatori, speleologi, arrampicatori. Nel percorrerlo si comprende la sua natura selvaggia e poco contaminata dalla presenza dell'uomo. L'itinerario si snoda fra doline, aspre cime rocciose, profonde gole, forre, grotte e anfratti fino ad affacciarsi al mare sul Golfo di Orosei, dove il bosco incontra il mare. Da una parte confina verso Oliena con delle alte pareti verticali chiamate anche le Dolomiti sarde, verso Dorgali e Urzulei c'é una lunghissima muraglia calcarea incisa a metà   da un ciclopico intaglio, le gole di Gorropu, verso Orgosolo sbarrano il passo millenarie foreste di lecci. E' un'autentica fortezza che racchiude al suo interno la flora la fauna e lo spirito della Sardegna autentica, la Sardegna dei pastori che vivevano quassù isolati per mesi osservando le loro leggi non scritte. Lungo il percorso, inoltre, si incontrano diverse specie vegetali endemiche della Sardegna che hanno dovuto adattarsi ad un ambiente molto ingrato. Una sensazione particolare si ha quando si attraversa la foresta primaria di Sar Baddes che ci fa capire con la sua antica e maestosa bellezza quanto piccoli siamo noi semplici passanti. Dal Supramonte di Oliena, attraverso quello di Orgosolo, Urzulei, Baunei. Non mancano le testimonianze della presenza del popolo dei Nuraghe fino alle, più recenti, capanne dei pastori. Con un po' di fortuna é anche possibile incontrare qualche muflone ma di sicuro potremo ammirare il volo dell'aquila che dall'alto controlla il suo territorio.

partenza stazione di pompaggio di Su Gologone
lungo la cresta di Monte Udde 10
lungo la cresta di Monte Udde 11
lungo la cresta di Monte Udde 1
lungo la cresta di Monte Udde 2
lungo la cresta di Monte Udde 3
lungo la cresta di Monte Udde 4
lungo la cresta di Monte Udde 5
lungo la cresta di Monte Udde 6
lungo la cresta di Monte Udde 7
lungo la cresta di Monte Udde 8
lungo la cresta di Monte Udde 9
Fruncu Nieddu 1
Fruncu Nieddu 2
Fruncu Nieddu 3
Fruncu Nieddu 4
Fruncu Nieddu 5
Fruncu Nieddu 6
divisione del gruppo il primo per Sas Seddittas il secondo a mezza costa 2
divisione del gruppo il primo per Sas Seddittas il secondo a mezza costa 1
Ascesa e discesa del Cusidore 1
Ascesa e discesa del Cusidore 2
Ascesa e discesa del Cusidore 3
Ascesa e discesa del Cusidore 4
Ascesa e discesa del Cusidore 5
Ascesa e discesa del Cusidore 6
lungo la cresta arrivo a punta Sos Nidos 1
lungo la cresta arrivo a punta Sos Nidos 2
lungo la cresta arrivo a punta Sos Nidos 3
lungo la cresta arrivo a punta Sos Nidos 4
lungo la cresta arrivo a punta Sos Nidos 5
da Sos Nidos fino al bivacco in localita Pradu 1
da Sos Nidos fino al bivacco in localita Pradu 2
da Sos Nidos fino al bivacco in localita Pradu 3
da Sos Nidos fino al bivacco in localita Pradu 4
da Sos Nidos fino al bivacco in localita Pradu 5
da Pradu lungo il sentiero che porta alla cima del Monte Corrasi 2
da Pradu lungo il sentiero che porta alla cima del Monte Corrasi 3
da Pradu lungo il sentiero che porta alla cima del Monte Corrasi 1
da punta Corrasi lungo le creste fino al bivacco della capanna in pietra  7
da punta Corrasi lungo le creste fino al bivacco della capanna in pietra 1
da punta Corrasi lungo le creste fino al bivacco della capanna in pietra  2
da punta Corrasi lungo le creste fino al bivacco della capanna in pietra  3
da punta Corrasi lungo le creste fino al bivacco della capanna in pietra  4
da punta Corrasi lungo le creste fino al bivacco della capanna in pietra  5
da punta Corrasi lungo le creste fino al bivacco della capanna in pietra  6
dalla capanna ingresso del canyon di Pentumas attraverso Badde 1
dalla capanna ingresso del canyon di Pentumas attraverso Badde 2
dalla capanna ingresso del canyon di Pentumas attraverso Badde 3
dalla capanna ingresso del canyon di Pentumas attraverso Badde 4
dalla capanna ingresso del canyon di Pentumas attraverso Badde 5
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 1
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 6
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 7
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 8
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 9
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 10
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 11
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 12
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 2
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 3
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 4
Pentumas compresa ferrata al bivacco con i maiali 5
dal bivacco per Troccu de Corrojos a Su Sercone 3
dal bivacco per Troccu de Corrojos a Su Sercone 4
dal bivacco per Troccu de Corrojos a Su Sercone 5
dal bivacco per Troccu de Corrojos a Su Sercone 6
dal bivacco per Troccu de Corrojos a Su Sercone 1
dal bivacco per Troccu de Corrojos a Su Sercone 2
da Su Sermone a Nuragheddu 1
da Su Sermone a Nuragheddu 2
da Su Sermone a Nuragheddu 3
da Su Sermone a Nuragheddu 4
da Nuragheddu a localita Su disterru 1
da Nuragheddu a localita Su disterru 2
da Nuragheddu a localita Su disterru 3
da Nuragheddu a localita Su disterru 4
da Nuragheddu a localita Su disterru 5
da Nuragheddu a localita Su disterru 6
da Nuragheddu a localita Su disterru 7
da Nuragheddu a localita Su disterru 8
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 1
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 2
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 3
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 4
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 5
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 6
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 7
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 8
da Su Disterru per Nuraghe Mereu e nuraghe Gorropu a Giunturas 9
ingresso di Gorrop attraversamento  e uscita 6
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 1
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 2
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 3
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 4
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 5
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 8
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 9
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 10
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 11
ingresso di Gorropu attraversamento  e uscita 7
uscita Gorropu al bivacco sul fiume Flumineddu 2
uscita Gorropu al bivacco sul fiume Flumineddu 3
uscita Gorropu al bivacco sul fiume Flumineddu 5
uscita Gorropu al bivacco sul fiume Flumineddu 1
dal bivacco sul Flumineddu alla ferrata di Monte Oddeu 1
dal bivacco sul Flumineddu alla ferrata di Monte Oddeu 2
dal bivacco sul Flumineddu alla ferrata di Monte Oddeu 3
dal bivacco sul Flumineddu alla ferrata di Monte Oddeu 4
dal bivacco sul Flumineddu alla ferrata di Monte Oddeu 5
dal bivacco sul Flumineddu alla ferrata di Monte Oddeu 6
dal bivacco sul Flumineddu alla ferrata di Monte Oddeu 7
da Monte Oddeu ovile di Tziu Raffaele 1
da Monte Oddeu ovile di Tziu Raffaele 2
da Monte Oddeu ovile di Tziu Raffaele 3
da Monte Oddeu ovile di Tziu Raffaele 4
da Monte Oddeu ovile di Tziu Raffaele 5
da Monte Oddeu ovile di Tziu Raffaele 6
da Monte Oddeu ovile di Tziu Raffaele 7
ovile a Tiscali e al rifugio 5
ovile a Tiscali e al rifugio 7
ovile a Tiscali e al rifugio 1
ovile a Tiscali e al rifugio 2
ovile a Tiscali e al rifugio 3
ovile a Tiscali e al rifugio 4
dal rifugio a olbia 1
dal rifugio a olbia 2
 
comune: vari - Sardegna

Gruppo montuoso:

Monti di Sardegna

nome itinerario:

Traversata di Supramonte

difficolta:

-

-

-

tipo itinerario

Trekking 6 giorni

Località   di partenza: Su Cologone

Località   di arrivo:

Lanaitto

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punti appoggio:

Bivacchi, tenda, alberghetti

-:

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Periodo: 

Primavera / Autunno

bibliografia:

-

 

 

cartografia:

-

   

GPS completa

 

GPS 1° giorno

GPS 2° giorno

GPS 3° giorno

GPS 4° giorno

GPS 5° giorno

GPS 6° giorno

Cartina completa

map 1° giorno

map 2° giorno

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map 6° giorno

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Descrizione percorso:

PRIMO GIORNO ARRIVO E ACCLIMATAZIONE:

Partenza sabato  24 maggio 2009  da Livorno con la Nave della Moby alle ore 22.

Dormiamo sulla moquette vicino ai giochi  per i bambini e vicino alla televisione che continua a trasmettere cartoni animati .

Collaudiamo il materassino e il sacco a pelo, contendendoci  lo spazio con i bambini scalmanati .

Arrivo sabato 25 maggio  a Olbia alle 7.30.

Ci dirigiamo verso Nuoro; all'incrocio tra  Nuoro e Oliena, al bivio di Lula troviamo Sebastiano del CAI di Nuoro

che ci guida verso la sede del Gruppo Speleo di Nuoro.

Siamo nel territorio del Supramonte .

Direzione SU COLUGONE, poi  bivio per LANAITTO.

La strada sterrata ci porta in una valle verdissima sul cui fondo si snoda il lago CEDRINO.

Sebastiano va sparato con una macchina predisposta

per il trasporto sul tetto di una canoa che dice di utilizzare  su questo lago o al mare.

Il  rifugio é una bella costruzione semplice composta da un atrio coperto  e delimitato da un muretto,

una grande sala col camino e un piccolo locale ancora da terminare con 2 bagni e 2 docce.

Ci sono tavoli e sedie recuperate forse da scuole ? un paio di frigoriferi ( che mi sembra non funzionino)

e un grande lavello su un ripiano di cucina, gas e un mare di bottiglie e taniche per l'acqua.

Ci accolgono con tanta simpatia alcuni iscritti al Cai di Nuoro e simpatizzanti  e conoscenti di Seba.

Ci offrono biscotti, Zedda Piras  ghiacciato, vino, acqua, patatine, salatini, pane carasau ecc..

Nel frattempo una sig.ra ( non mi ricordo il nome) sta già   preparando sul fuoco un ragù di pecora

con cui verranno conditi degli ottimi Malloreddus  bagnati con Malvasia e vino nero.

Oggi é giornata " da pranzo"  si sta tutti  insieme parlando, mangiando, bevendo  fino a sera  in compagnia.

Da queste parti trascorrono i pomeriggi della domenica in questo modo.

Pomeriggio a verificare il peso degli zaini  e delle attrezzature,

poi gita a Cala Gonone per un bagno e ritorno non dopo aver

sbagliato la strada! Continuiamo a ridere come pazzi.

 Se anche domani sbagliamo il sentiero siamo  a posto!!!

Non é ancora finita: occorre scaricare legna dalla macchina, accendere il fuoco per la cena a base di salsiccia,

carne di maiale, pomodori,  olive con finocchietto selvatico  e ancora vino e tanta simpatia.

Sul tetto un contenitore per l'acqua da 100 litri viene  ricaricato  con una pompa .

Aiuto la sera il contenitore é quasi vuoto. Ma dove é finita l'acqua?

Dopo ricerche con la pila  si accorgono che manca un bullone su una tubazione che  doveva essere  

allacciata alla tubazione dell'acquedotto!!.

Si va a letto: materasso a terra con sacco a pelo sotto la veranda guardando il cielo e gustandoci il caldo della notte.

Tappa n° 1:

Su Cologone mt 175 - Su pradu m.1260 . Tempo ore 8

Sveglia alle 7 , controllo finale degli zaini e partenza con due macchine

fino alla sorgente Su Cologone, vicino al  ristorante. 

Su Gologone é il nome della principale risorgiva di un vasto sistema carsico situato nel comune di OLIENA, 

con una profondità   conosciuta di oltre 100 metri, ma ancora parzialmente inesplorato .

Il nome deriva probabilmente dal fatto che la sorgente somiglia ad una grossa gola.

Dalla risorgiva si origina un torrente che alimenta il fiume Cedrino Parcheggiamo le macchine dentro l'area cintata del rifugio

e con uno  spostamento di macchine grazie anche all'amico Giovannino

arriviamo fino alla stazione di pompaggio di "Su Cologone".

Pieno di acqua alla sorgente e foto di rito.

Sono le 8 e affrontiamo il sentiero che porta alla stazione di pompaggio e da qui lungo una serie di tornantini

con vegetazione fitta e aggressiva ci addentriamo lungo un sentiero che sta scomparendo .

Dopo un'ora siamo già   assetati, sudati e  messi alla prova.

Abbiamo il sole in fronte e il sentiero che sembra all'inizio un sentiero da cristiani, poi si fa più stretto,

i rami si impigliano nello zaino, graffiano le gambe e le braccia e lasciano il segno.

Sarà   il segno del Supramonte.  Non solo non si vede dove metti i piedi, ma bisogna anche aprire un passaggio .

Infatti  Seba  estrae un coltello tipo RAMBO dallo zaino per tagliare i rami .

Cerchiamo un po' d'ombra e ci sgoliamo mezzo litro d'acqua. Aiuto se andiamo avanti cosଠrimarremo senza riserve da bere.

Fabio  dice "ragazzi é sola la prima ora del primo giorno e sembra dura." Siamo tutti d'accordo .

Si arriva in cresta con vista sulla valle di Lanaittu. Sosta  per vedere da dove siamo partiti.

E' un puntino in basso,molto lontano mentre la giornata é splendida, senza una nuvola e vediamo tutte le cime vicino a noi.

Riposo, foto e poi ci incamminiamo verso il MONTE UDDE' metri 908.

Da qui divisione del gruppo: una parte ai piedi del Cusidore per il sentiero di "Sas Seddittas",una parte a mezza costa ;

Seba e Vito salgono  la cresta che li porterà   in cima al  Monte Cusidore con una bellissima vista e un'immane fatica.

Qualcuno si arrampica sulle rocce del MONTE CUSIDORE tagliando a mezza costa,

ma subito il passaggio che sembrava tracciato si perde tra le rocce e si fa fatica a seguire il sentiero.

Tutti i sassi sono uguali , non dobbiamo perdere vi vista chi ci sta davanti, altrimenti ci perdiamo.

Io Fabio e Tore preferiamo non strafare e andiamo sul sentiero  verso una piccola sella SASSE DITTAS.

Già   ci sembra di fare abbastanza

Arrivo alla forcella di "Sovana" m. 938 e sosta pranzo sotto un leccio gigantesco che Oliviero ha individuato

e dove un'ombra salutare ci accoglie aspettando Seba e Vito che, non abbastanza paghi della salita,

si sono fatti anche la cima  di Cusidore  .

Dopo 1 ora di meritato riposo  e non dopo aver bevuto anche un caffé espresso fatto con una vera caffettiera,

ripartiamo lungo la interminabile cresta di monte "Sos Nidos" m. 1348.

Oltrepassiamo  FRUNCU NIEDDU metri 911 ( vedi foto con il piede sulle rocce)

e ci avviciniamo alla FORCELLA DI SU CUSIDORE.

via  di nuovo sotto il sole. Temperature altissime 35-40 gradi .Sembra estate avanzata.

Il sole é implacabile, il sentiero si snoda su creste e rocce bianche, bollenti e perfide

( se cadi ti fai veramente male) e lentamente guadagnamo quota 

verso la CRESTA PER PUNTA SOSNIDOS che vuol dire " I nidi",

ma é soprannominata da noi tutti la punta Ammazzaturisti: ti sembra di arrivare, ma non arrivi mai.

Le rocce sono a volte lisce , a volte campi  solcati di calcare.

Il gruppo é sfilacciato.

Siamo rimasti ultimi io, Vito e Fabio e ci nascondiamo sotto un leccino ancorato,

non si sa come a due spaccature di roccia.

Ci sono tre anticime di cui la prima, é invece  un albero, poi ci  sembra di essere arrivati alla seconda,

ma neppure qui  c'é l'arrivo e alla terza finalmente possiamo guardarci in giro, ammirare il paesaggio 

e aprire l'ombrello per ripararci dal sole.

Evviva siamo arrivati.

Ora dobbiamo solo scendere rigorosamente sempre in cresta  per pernottare  per la notte.

Ci avviciniamo  ad un grande pianoro .

Località  Su Pradu dove si puಠarrivare anche con dei fuoristrada e scendiamo per una strada sterrata

non prima di aver fatto una foto davanti ad una bella madonnina.

Da qui dopo una serie di tornanti raggiungiamo l'ovile di "Tuones" dove c'é un posto

per fare il fuoco e dove si organizza il bivacco.  

Alle 20 compare un fuoristrada rinforzato Land Rover da cui  Efisio e Carmine

scaricano acqua da bere e taniche con acqua per lavarsi ,birra, formaggio, vino,  

la cena di questa sera, i  dolci, la frutta,  la colazione per domani mattina e il pranzo per il giorno dopo.

Sono attrezzatissimi  e organizzati alla perfezione.

Scaricano tavolo e panche, preparano la tavola con la tovaglia e mettono tovaglioli, piatti, bicchieri.

Mettono pane Sardo e pane Carasau con l'aggiunta di vari tipi di pecorino su cui  ci fondiamo  a piene mani.

Portano un generatore e ci fanno luce con alcune lampadine.

Noi intanto parliamo della giornata e  di quello che vorremmo per il giorno dopo:

qualcuno vuole uova sode? Mortadella? Prosciutto cotto? Sali minerali per  limitare i danni delle sudate?

Sciampo? Nutella?  pile? Coca Cola?  Basta chiedere . Mi sembra un albergo a 4 stelle.

Scaricano un pentolone , ci  mettono l'acqua e cominciano a far bollire la pecora con patate e cipolle.

Mentre aspettiamo la cena  sgranocchiamo un po' di pane e formaggio, beviamo acqua minerale  e vino . Ci voleva proprio.

Si stanno accendendo le luci dei paesi nella valle sottostante .

Finalmente si organizza il bivacco sulla terrazza, possiamo dormire comodi: cioé ci si puಠsdraiare  senza problemi di

sassi e guardando dall'alto ORGOSOLO OLIENA  e da lontano NUORO.

 

Tappa n° 2:

Partenza Loc. "Su Pradu" m.1260 per monte Corrasi mt 1463.

Arrivo all'ovile "Su Fumu" mt 947. Tempo ore 6

Oggi la tappa non é lunga e impegnativa come quella di ieri. Partiamo tranquilli alle 8.15,

dobbiamo rifare la strada sterrata che abbiamo percorso ieri in discesa.

Ora la strada é in ombra e possiamo ammirare i grandi lecci che costeggiano la strada:

sono immensi e con  le loro radici tengono compatto il terreno che altrimenti franerebbe.

In effetti  lo sterrato é attraversato  da solchi scavati dall'acqua piovana dei temporali.

Arrivati in cima  svoltiamo a dx in direzione sud/Ovest e camminiamo su un sentiero che sembra proprio un vero sentiero.

Saimo in fila indiana e Seba scatta foto a  raffica.

Arriviamo in cima a PUNTA CORRASI m. 1463 da dove si domina tutta la provincia di Nuoro e il Supramonte.

Da qui il discorso cambia ed  ecco ancora campi solcati, rocce coperte di arbusti profumatissimi di rosmarino , mirto e timo.

Rimangono tracce di peonie sfiorite e tantissimi ciclamini che si perdono in un  paesaggio lunare dove c'é assenza di alberi o piante .

L'altro versante, al contrario é un bosco  fitto di alberi. 

Dietro di noi fotografiamo la cresta di ieri in tutta la sua  maestosità   ,

le sue tre anticime e ricordiamo  la fatica contenti  comunque di avercela fatta.

Anche qui é facile perdersi, il sentiero non si vede più ed é necessario trovare la via giusta per arrivare a SCALA E MARRAS.

Ce la prendiamo comoda anche perchà© il sole é già   veramente caldo,

non c'é vento se non quando il sentiero percorre il crinale che ci permette di vedere  la piana di Oliena

in fondo alla valle circondata da  montagne immerse nel verde e solcate da strade forestali.

Da una di queste strade arriveranno, dopo aver percorso diversi km,  questa sera i nostri cuochi.

Sulla strada per   P.ta  "Cateddu" m. 1199 troviamo  un'ottima ombra e ci fermiamo a bere e a rinfrescarsi

Non c'é nulla da fare: il Supramonte ti mette alla prova nel fisico e nell'animo e anche nei piedi.

L'occasione é buona per ricordare la vita dei pastori che per anni e con tanta fatica abitavano  queste montagne ,

e che poi hanno progressivamente  abbandonato.

Riprendiamo il cammino e troviamo ancora e campi solcati rocce.

Quando appoggi le racchette senti sotto il vuoto: sembra un formaggio con i buchi.

Non c'é più segnaletica, ma solo omini di pietra. C'é anche un omino a forma di uccello.

Ci guardiamo indietro e vediamo la CRESTA DEI CORRASI che abbiamo appena percorso

per poi scendere a vista dentro un fitto bosco di lecci alla radura sottostante .

Sembra un posto appena arato, ma sono i cinghiali e i maiali lasciati crescere allo

stato brado che cercano nel terreno radici, ghiande,

Tuberi e l'anno completamente rivoltato . Non é assolutamente facile camminare

qui e stare in equilibrio tra sassi taglienti, cespugli spinosi,

terra indurita dal sole e buche traditrici,

per poi raggiungere in 10 minuti la capanna in pietre dove organizziamo per il bivacco.

La capanna é una costruzione di pietre e muretti a secco ristrutturata di recente 

per accogliere  turisti di passaggio e composto 

da uno stanzone con  un piccolo camino in un angolo; c'é anche un tavolino

di fortuna e due sgabelli che quando ti siedi mettono alla prova il tuo equilibrio .

Questa é stata una tappa di trasferimento ,ma  non per questo meno bella della altre.

Di pomeriggio alcuni preferiscono fare pennichella vicino alla radura sotto grandi lecci

dove c'é un po' d'aria perchà© il caldo é opprimente.

Seba e Tore, invece, vanno a fare ancora una camminata: ma dove trovano tutta questa forza?

 Verso le 19 arrivano di Efisio e Carmelo con il menù:

gnocchetti sardi al sugo di carne e funghi formaggio, salsicce,

prosciutto crudo favoloso , pane, frutta, dolcetti, vino, acquavite, caffé.

Ieri hanno fatto quasi 24 km oggi certamente di più. Ma come fanno a trovarci su queste montagne?

Tore scarica sul PC portatile la rilevazione del GPS che abbiamo rilevato durante il percorso;

ogni giorno lo farà  , poi ricarica le batterie e il GPS é di nuovo pronto per il giorno dopo.

Decidiamo di dormire tutti fuori,  tranne Egidio che preferisce dormire dentro.

La mattina il risveglio di alcuni é stato allietato dalla presenza di una donnola particolarmente curiosa.

 

Tappa n° 3:

Partenza Loc. "Ovile Su Summu" m.947  con arrivo all'uscita Badde Pentumas" mt 200  . Tempo ore 10

La notte é stata fresca: forse era meglio dormire dentro..

La giornata non presenta salite. Partenza alle 8.30 in direzione nord-est 

in marcia all'interno del bosco fino ad arrivare ad una cresta di calcare bianchissimo denominata "SERRA E SU LIDONE"

che seguiamo fino ad incrociare un compluvio sulla sx (nord-Ovest) , poi  entriamo 

sul greto di un torrente in secca percorrendolo per poche centinaia di metri raggiungendo  

una grotta molto frequentata dagli speleologi nuoresi e da qui in 10 minuti siamo all'ovile di "Su Lidone" m. 655.

Cuile bellissimo che ci ispira una colazione prettamente sarda e si continua sul greto fin sotto "Monte Duavidda"

(in queste vicinanze disturbiamo il sonno di un piccolo di muflone che scappa spaventato) 

ai piedi del quale si apre la valle di "PENTUMAS"  

con un paesaggio mozzafiato veramente notevole e dove ci attendono 14 corde doppie tutte una diversa dall'altra. 

Seba va avanti  con Vito e mettono le corde, Tore ci controlla e chiude il gruppo.

Mi sto divertendo un sacco perchà© ogni angolo é diverso ,

ogni roccia é particolare e ogni momento é buono per fare due risate

Anche se siamo solo in otto  il tempo di imbrago e discesa ci rallenta molto.

Tra un corda e l'altra riusciamo a fermarci solo verso le tre affamati .

Altre due corde poi siamo nell'anfiteatro dove c'é la ferrata facoltativa di Pentumas.

Non tutti salgono e io me ne guardo bene, non mi sento ispirata .

Guardo in su e non li vedo già   più, sentiamo solo le voci quindi io, Fabio e Oliviero 

decidiamo di incamminarci verso la fine della valle passando vicino

a piante secolari altissime che si contendono la luce del sole .

Mi ricordano un po' le gole di Samaria a Creta.

Improvvisamente alla fine della gola

troviamo una strada sterrata forestale che interrompe la valle:

ma dove finisce l'acqua del fiume quando si ingrossa?

Praticamente attraversa la strada sterrata , la distrugge e poi  la ricostruiscono. Bene!

Il nostro  ricovero di questa notte é un'area di pic nic circondata da muretti a secco e un bel posto per fare fuoco.

Questa sera mi spettano almeno 3 bottiglie per la doccia.

Disfiamo gli zaini  e spargiamo tutt'intorno  quello che  abbiamo portato per tutto il girono:

ma come facciamo a far stare tutto nello zaino? Siamo prestigiatori!

Quando arriviamo c'é già   il fuoco acceso con l'acqua che bolle per i Malloreddus che saranno conditi con 

carne di pecora in casseruola semipreparata dalla moglie di Efisio e terminata in cottura dal marito, poi pane,

formaggio, frutta, dolci Cannonau  ecc e  novità   interessante la nutella e le banane.

La notte é stata  molto movimentata dalla visita di grossi maiali attratti dai resti della cena e ci svegliamo 

tra pile che si accendono e grida per allontanare i maiali, tentativi di acrobazia per uscire in fretta dai sacchi a pelo. 

Ma loro proprio non si allontanano fino a quando non finiscono i resti . La mattina non ci saranno più.

 

Tappa n° 4:

Partenza Loc. "Troccos e Corrojos" m.220 per Su Sercone  con arrivo a "Sas Baddes" mt 942  Tempo ore 8

Sveglia come sempre alle 6.30, ma come sempre non riusciamo a partire prima delle 8.15.

Gli zaini sono preparati a regola d'arte, l'acqua é stata caricata. Le bustine di  Sali minerali sono  pronte, la nutella é nello zaino .

Prendiamo la deviazione "TROCCU DE CORROJOS  " e "Codula De Ozzastru"

(codula di olivastro)che é una bellissima valle all'ombra con un dislivello di 800 metri..

Spuntino e foto di rito vicino ad un ovile/riparo per pecore addossato alla parete. L'ovile é pieno di escrementi di pecore:

aiuto magari ci sono anche zecche!Arriviamo alla Dolina di

 "Su Sercone"mt 885 che ha una  circonferenza 1 km ed é profonda 200m.

Scendiamo su un terreno molto franoso e ripido verso   un inghiottitoio carsico veramente notevole circondato

da esemplari di tassi secolari e con un microclima particolare. Risalita affannosa verso la cima dove sostiamo per la pausa  pranzo:

il sole é caldo, ma all'ombra c'é vento, non

sappiamo più dove stare. Guardiamo intorno il panorama a 360 gradi della dolina giù in basso.

L'aria é fresca e la giornata limpida

Seba ricorda il nome di ogni luogo e tutti i toponimi

Il bosco che attraversiamo  é pieno di lecci "mangiaginepro" cioé lecci che nel tempo si sono sostituiti ai ginepri 

uccidendone le radici. Siamo nel bosco di "Sas baddes"

Seguendo una carrareccia arriviamo a "Campu e Su Disterru".

Ci incamminiamo verso il pianoro di "Donanicoro" ove visitiamo i ruderi del Nuraghe "Nuragheddu" mt 668 fatto con

pietre enormi  che domina il campo. Prendiamo in direzione sud-ovest su sentiero inizialmente ben marcato ...

attraversiamo "Genna Gori" e poi su calcare seguendo ometti segnavia arriviamo a "Campu Su Mudrecu" (campo di cisto)...m.96

Sul tardi compare dal nulla Efisio, Carmelo e Ciuffetto con una motosega per la legna sul fuoco e con il  pranzo della sera:

porcetto arrosto, formaggio arrosto ,salsiccia , formaggio Frue

( tipo Yogurt) da spalmare sul pane Carasau, fuoco,  pane, vino, acquavite, coca cola, nutella e tutto con grande falà².

Il porceddu non fa in tempo ad essere messo é messo in tavola che già   é anche sparito. Ci siamo mangiati anche il codino!!

Ci troviamo i soli maiali che girano indisturbati e qualche mucca.

C'é acqua sia per la doccia che per lavarsi per bene i capelli con il bagno schiuma che Carmelo ci ha portato .

E' proprio una bella serata, peccato che sia  già   giovedà¬. Ci prepariamo per la notte:

é meglio rimanere vicino al bosco riparati dai grandi rami di questi alberi che ci proteggeranno dall'umidità  .

Infatti domiamo bene.

 

Tappa n° 5: 

Partenza Loc. "Sas Baddes" m.942 per località  "S'Abba Arva " mt 200" Tempo ore 8

Partenza presto , ma non prima delle 8.30 verso nord arriviamo attraverso un bosco primario dove enormi alberi

sono sradicati dal peso e appoggiati a terra oppure sono ripiegati a forma di arco che ci  suggeriscono l'idea di qualche bella foto .

Passiamo davanti al piccolo cuile  di "Sas Baddes" (Le Valli) ove non manchiamo di immortalarci sia all'interno, sia sulla porte .

Da qui su un sentiero appena accennato (bisogna andare a fiuto, meglio bisogna non perdere di vista Seba.)

ed in mezzo al bosco arriviamo a "Nuraghe Nereu" m. 835 bellissimo esemplare

di nuraghe costruito con pietre di bianchissimo calcare dove ci attende uno spuntino di mezza mattina e...

compare di nuovo anche la nutella.

Arriviamo all'inizio della valle dove ci aspetta il grande nuraghe "Nereu" con la camera reale.

E' un bellissimo nuraghe ancora solido e perfetto che domina da lontano la valla di "Su Gorropu" che attraverseremo.

Scendendo lungo un sentiero abbastanza marcato troviamo a guardia della gola di "Gorropu"

l'omonimo nuraghe m.767 in tutta la sua imponenza (data la sua posizione).

Lungo uno schienale suggestivo scendiamo alla località   "Giunturas"

ovvero il luogo dove si congiungono tre fiumi il Flumineddu,

il rio Titione e il rio Orbisi. A primavera questi fiumi si riempiono d'acqua creando vortici  e  cascate d'acqua.

Qui le foto si sprecano: ma quante ne abbiamo fatte?

Leggermente più a valle raggiungiamo l'ingresso della gola dove, per superare un laghetto

siamo costretti a fare una doppia di 15 metri.

superata questa arriviamo ai sifoni che dopo l'alluvione del 2004 non sono più attrezzati.

e dobbiamo quindi aggirarli inerpicandoci su un costone attrezzato alla bella meglio

con una ferratina artigianale ( Trattasi di ferrata del Supramonte. !! ).

 Iniziamo cosଠla discesa del canyon saltando da una roccia all'altra, scivolando dove non c'é corda.

Lasciandoci cadere dove non ci sono passaggi, strisciando sulla schiena  facendo a gara a chi scivola meglio .

Ci stiamo proprio divertendo. fino ad arrivare nelle vicinanze dell'imboccatura nord ove possiamo

vedere le imponenti pareti alte fino a 500 metri.

Tore le guarda ammirato e già   si vede in arrampicata.

Arriviamo al fiume detto "Flumineddu" alle 7 di sera e dopo tante ore di marcia ci 

accampiamo finalmente in una spiaggetta

sulla riva sx orografica nelle adiacenze di un laghetto dove facciamo un bagno ristoratore.

Aspettiamo i nostri amici cuochi per fare il fuoco e la cena a bordo fiume, ma  non arriva nessuno .

Seba che non sembra mai stanco si avvia lungo la strada sterrata per cercare la Land Rover.

Troviamo i  nostri amici cuochi a 15 minuti da noi che  hanno parcheggiato

vicino ad una fonte ( penso l'unica di tutto il Supramonte),

e hanno già   acceso il fuoco, cucinato la pancetta, fatto arrostire le salsicce ,

preparato la tavola con pecorino sardo " very Original",

pomodori, dolcetti sia per stasera che per domani mattina , c'é la  coca cola ,

il vino, l'acqua minerale e..la  Nutella . Ma quante ne abbiamo ora ?

Vicino al grande  falಠchiacchiere fino a tardi e ricordi della giornata.

Dopo esserci abbuffati e bevuti , ci accampiamo non dopo aver creato delle buche nella sabbia 

del fiume infilandoci nel sacco a pelo e coprendoci con un telo di plastica.

Notte dolcissima, non un filo di umidità  

(A Vito ha  ricordato il bivacco di due anni prima a Cala Sisine in spiaggia )

Qui vicino alla riva  dovrebbe essere umido.

Dormo benissimo fino alla sveglia delle 6.

 

Tappa n° 6: 

Partenza Loc. "S'Abba Arva " m.200 per Monte Oddeu, " Ovile Tziu Raffaele"Tiscali"

Arrivo lo. "Lanaitto" . Rifugio del "Gruppo Grotte" di Nuoro ore 10

Siamo un po' dispiaciuti per l'avvicinarsi della fine del nostro trekking.

Colazione con té,  arance e dolcetti mentre il caffé sta finendo.

Partenza di buon' ora alle 7.45 perchà© non riusciamo mai a partire prima. Seba dice che sarà   lunga.

Aiuto se lo dice lui sarà    una tappa bella tosta.

Siamo carichi di acqua, coca cola e l'immancabile Nutella, pane sardo , salsicce, prosciutto, mele, dolci .

Già   dall'inizio la salita mette a dura prova il nostro stomaco che sta ancora digerendo le salsicce e 

il Cannonau di ieri sera.

Iniziamo a camminare su  una sterrata poi girando a dx prendiamo una " strada bianca"

che porta alla caserma della forestale dove da mesi non passa nessuno.

Erba alta e pendenza del 20%.

Al primo bivio giriamo a destra e iniziamo la risalita che ci porterà   a fare più di 700 m.

di dislivello attraverso un sentiero di pietraia.

Ma dove é il sentiero? Questa mi  sembra una frana.

Arrivati quasi in cima attraversiamo la frana e sopra di  noi parte perpendicolare

una parete dove dovremo arrampicarci

attraverso una  non sicurissima ferrata...(ai piedi della quale ci scordiamo una corda da 50m.)  .

Spuntino con pane , prosciutto, dolcetti ,arance e coca cola : oggi ci sentiamo in forma sarà   per via della Nutella

Questo " tentativo di ferrata" senza veri appigli e con una specie di cavo d'acciao che ha visto tempi migliori

ancorato a rocce o a  rami di ginepro ci mette alla prova e ci permette di andare in cresta.

Dietro di noi, anzi sotto di noi vediamo il fiume di ieri sera che sembra un rigagnolo .

La salita ci richiede estrema attenzione sia per non scivolare, sia per  non far cadere sassi sulla testa degli altri.

A volte non sai proprio dove mettere i piedi, altre volte gli appigli sono sicuri,

altre volte é meglio non pensarci e andare avanti.

Non c'é traccia di sentiero  e Seba va avanti per trovare il passaggio migliore.

Ho veramente molti dubbi che i turisti  vengano in massa  da queste parti .

Finalmente arriviamo in cima al  monte "Oddeu" m. 1063

Da qui si gode un panorama a 360 gradi che permette di dominare tutto il Supramonte.

C'é anche ricezione e qualcuno prende l'occasione per comunicare a casa che siamo

ancora vivi e in buona salute. Io sto benissimo

Inutile dire che il sentiero non é tracciato e che camminiamo ancora su  campi solcati.

Per fortuna gli scarponi reggono, scendiamo a vista su bellissimi lastroni di calcare

fino all'ovile di "Tziu Raffaele" m. 850 recentemente ristrutturato  ad uso degli escursionisti.

Sul posto organizziamo la sosta pranzo ed il solito buon caffé.

Mezzo pane con salsiccia e mezzo con Nutella.

Prendo ancora appunti di viaggio per questa relazione mentre Seba mi ricorda i vari passaggi .

Poi riprendiamo a scendere verso "Badde Doroné" ,ma non si arriva mai .

Per fortuna dopo giorni di cammino su pietraia ci troviamo su un vero sentiero che perಠscende sempre.

Ci vengono dei dubbi: ma bisogna sempre scendere?

Dubbio presto risolto perchà© la  nostra guida ci porta ancora 

in cresta attraverso dei bellissimi (non per tutti) campi solcati arrivando ad 

passaggio segreto che lungo una ripida discesa

 ( aiuto bisogna stare attenti) ci permette di scendere fino alla cresta del "Monte Tiscali" m.518.

Tore é proprio paziente e comprensivo. Ci incoraggia con la sua tranquillità   e ci aiuta nei passaggi difficoltosi.

Passiamo  da una parte della cresta all'altra e poi lungo una cengia di rara

bellezza arriviamo a vedere dall'alto la "Curtigia" di Tiscali.

Ancora qualche metro poi lasciamo lo zaino ed andiamo a visitare il suo interno.

Ci sono ragazzi che si alternano con funzione di guide locali e che ci danno la descrizione

della natura del luogo e del tipo di flora che qui é nata e che riesce a crescere a dismisura.

Usciamo e percorriamo la valle che sta a est di Tiscali  "Doloverre" che sbuca alla valle di Lanaitto.

Per arrivare  al Rifugio del Gruppo Grotte di Nuoro percorriamo un grande viale alberato.

Ci sembra il viale della liberazione. In effetti  siamo un po' stanchi.

Tre di noi sono avanti; mi giro per vedere gli altri quattro .

Mi ricordano  un film western solo che gli attori erano meno stanchi di noi.

Il cerchio é praticamente chiuso, una settimana da sogno é già  finita;

ancora un'ora di cammino e saremo al rifugio dove fortunatamente ci attendono Massimilano, Franco,

Tina che hanno preparato la cena a base di "Patate in cappotto" (carne di pecora).

Culurgiones(ravioli) ogliastrini (Ogliastra) ripieni di patate e spezie,

gnocchi sardi e vino a volontà   compreso del  Malvasia che va giù che é un piacere .

Prima di metterci a tavola siamo andati a  salutare Carmelo ed Efisio che ci offrono una birra

e contemporaneamente di procurano due belle  forme di pecorino sardo .

Prima di cena grande doccia ristoratrice per tutti.

Siamo tutti un po' stanchi  e "bevuti " e non tutti  hanno tanta voglia di chiacchierare.

I nostri ospiti sono veramente  cortesi e premurosi.

Dopo aver preparato il pranzo, apparecchiato, sparecchiato, ripulito il locale ci lasciano per permetterci di riposare.

Non abbiamo parole sufficienti per ringraziarli.

La sera non si tira tardi e si dorme nella veranda o sotto i grandi alberi del piazzale ben lontani da chi russa.

La notte é calda e   le montagne qui attorno e che in questi giorni abbiamo percorso sono illuminate dalla luna piena .

 

Ultimo giorno: 

Da  "Lanaitto" ad Olbia per l'imbarco

Partenza per Olbia via Orose dove si fa sosta  per un caffé e per effettuare delle compere . dolcetti ecc

Poi via ad Olbia luogo d'imbarco non prima di aver salutato le nostre guide Sebastiano e Salvatore

con un pranzo al ristorante.

Ci hanno accompagnato fino qui e avranno un bel po' di strada  per tornare a casa.

Saluti al porto con un arrivederci al monte Bianco.

 


Immagini totali: 127 | Ultimo aggiornamento: 27/01/10 11.54 | Generato da JAlbum & Mountaindream1 | Aiuto
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