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Resoconto della corsa:
Esplorare i propri
limiti.. Eh si, è proprio l’esperienza che ho fatto in questa
avventura. È da una settimana che sono a Chamonix; ci siamo trovati
con Danilo, amico della scuola regionale di scialpinismo del CAI per
fare qualche scampagnata con le famiglie, raccogliere mirtilli e lamponi
per fare marmellate, ecc. Lui ha passato tutto quest’anno per
preparare l’UTMB, ha fatto 2000 km e 92000 mt di dislivello
(difatti arriverà 39° assoluto e 2°italiano. Mi fanno male le gambe solo
al pensiero di quel dislivello e guardando alla mia preparazione (4
giorni a settimana di un’ora nella pausa pranzo e come lungo il
Mercantour e qualche giro intorno all’Adda) mi viene qualche dubbio
, comunque penso che vivrò di tappa in tappa senza pensare all’arrivo.
Il giovedì sera ci troviamo al bar davanti alla partenza con gli
altri ST (utenti del forum Spirito Trail) per una birra
,
un bel momento per ritrovarci e conoscerci di persona. Mi consigliano
poi di andare a mangiare la pizza “da Valerio” dove incontro la “gang
del bosco” gruppo di veneti ST con i basettoni. La notte passa
dormicchiando, l’agitazione per il giorno successivo è grande. È
arrivato il fatidico venerdì. Due passi in centro la mattina dove
incontro Teomat appena arrivato. Verso le 17 ci troviamo in piazza
con gli amici di Brescia prendiamo posto alla partenza dove dove un
gruppo di percussionisti ci tiene compagnia per un po’. Non faccio in
tempo a sedermi che subito vengono a controllarmi lo zaino
(probabilmente ho la faccia poco raccomandabile) , peso 4520 gr completo
con tutto il necessario (ndr Kilian senz’acqua 1005 gr)
.
L’attesa è emozionante e frenetica. Ricordano gli amici che
purtroppo non sono più qui con noi, Andrea, il Colonnello, i 3 del
Mercantour… “saranno con noi su questi sentieri”. E poi il conto
alla rovescia 10, 9, … 3, 2, 1 Via si parte
. Attraversando Cham è impressionante la folla che ti si stringe contro,
sembra una di quelle tappe del giro d’Italia quando si arriva su un
passo alpino. Arrivati al laghetto di Gailland si entra nel bosco,
l’umidità è elevata. Sono abbastanza avanti e mi lascio trascinare
dall’entusiasmo e dalle persone che ho attorno. Tutti i consigli che mi
hanno dato di partire piano, di “tenere mano alla candela perché la
processione è lunga” li ho dimenticati.
Arrivati a Les Houches (8km 1012mt) sono troppo avanti, capisco di
aver cannato (come al solito) la partenza , poi il caldo e l’umidità
fanno il resto, sono bagnato come un pulcino. Nella salita verso Le
Charme (15km 1800mt) anche se ho diminuito notevolmente il passo
continuo a grondare sudore. Sulla salita incontro Thomas che per un po’
mi tiene compagnia. Dopo Charme (dove c’è un alpeggio dove si possono
gustare ottimi formaggini capra e salumi nostrani
)
inizia la discesa verso Saint Gervais (21km 807mt) dove arrivo alle
21:03. Mi ristoro e riparto per Les Contamines (31km 1160mt). C’è molta
gente per strada che continua ad incitarti, difatti i miei li incontro
più avanti, a SG non hanno trovato parcheggio. Da qui fino a Notre dame
de la Gorge (35km 1210mt) è una lunga e continua salita (14 km e 403 mt
D+) che mi spezza le gambe e mi mette sonno, rischio di addormentarmi
camminando. Mi cambio e metto la maglia a maniche lunghe perché inizio
ad avere freddo, metto anche la giacca, ma è un errore, mi fa sudare
troppo e sotto sono bagnato. Dopo la salita a Nant Borrant (1393mt)
inizia un tratto in asfalto dove effettivamente camminando mi addormento
e cado piegando i bastoncini,
per fortuna ero in mezzo alla strada. Ritorna il sentiero e la salita
verso La Balme (39km 1706mt) dove al ristoro c’è un bel falò che
riscalda i corridori, ne approfitto per asciugare i vestiti bagnati e
mangiare una minestra salata. Riparto dopo circa 30 minuti alla volta
del colle du Bonhomme (2329mt), un vento freddo mi obbliga a mettere la
giacca.
Dal colle alla croix du Bonhomme (2479mt) e poi giù fino a Les
Chapieux (50km 1549mt) c’è una fitta nebbia che mi costringe a prestare
molta attenzione a dove metto i piedi,
per
le rocce bagnate dall’umidità si scivola facilmente. Arrivo al ristoro
alle 3:17 e cerco di riprendermi, ma i sali che ho disciolto nell’acqua
forse erano troppo concentrati e quindi vomito tutto 1, 2, 3 volte. Mi
sdraio un attimo e poi provo a mangiare qualcosa (il motore senza
benzina non va). Dopo circa un’ora riparto, però di questo tratto di
percorso fino al col de la Seigne (2516mt) non ricordo nulla, è ancora
buio e forse ero troppo debilitato e stanco. Arrivo al colle alle 6:26 e
arriva anche l’alba, è fantastica e meravigliosa e mi ricarico come un
pannello solare.
Nella discesa verso il lago Combal (65km 1970mt) incontro il
Riccardo (Pibe) e facciamo un pezzo di strada assieme. Arrivo al lago
alle 7:04 e mi ristoro sempre con la solita minestra, ma basta Sali solo
acqua e cola.
Riparto allegramente alla volta di Courmayeur e, a parte il primo
tratto in piano (che non mi piace) inizio ad andare più velocemente e
supero diversi concorrenti; passo l’Arp. Vielle superiore, l’Arete du
mont Favre (2435mt) ed arrivo al Col Checrouit (73km 1953mt) alle 9:00.
Continuo la discesa verso Courmayeur (78km 1190mt) dove arrivo alle 9:22
in 812 pos.
Qui ritiro il mio sacco con il ricambio e mi rimetto a nuovo; cambio gli
indumenti, tanto avevo tutto bagnato, uno lungo e uno corto nello zaino
e la canotta addosso. Mangio una buona pastasciutta, formaggi e mocetta
e bevo abbondantemente. Al mio arrivo incontro Gabriele (Mudanda) e
Andrea (Dartagnan) che stanno ripartendo, Bravi!
Riparto anch’io dopo circa un’ora e abbastanza tranquillamente ed in
1:15 sono al Bertone (82km 1989mt). Da qui ad Arnuva pensavo che era il
pezzo più facile, invece il caldo e questo continuo Sali/scendi mi ha in
criccato le gambe, non riuscivo a correre ed addirittura dopo il Bonatti
(90km 2020mt) mi sono dovuto fermare su un sasso a dormire per 15
minuti, ero cotto
. Finalmente dopo lungo penare arrivo ad Arnuva (94km 1769mt), sono le
14:10. Un’altra mezzoretta e poi riparto per il Grand col Ferret (99km
2537mt). La salita la affronto bene e, anche se in cima c’è un forte
vento rimango in canotta, dalla parte opposta (in Svizzera) il vento
cessa e c’è una lunga discesa di 10 km fino a La Fouly (108km 1593mt);
se non ne hai più questa discesa diventa interminabile
.
Ritrovo i miei famigliari che mi fanno il tifo, bellissima sorpresa!
Dopo circa 30 minuti riparto per Champex-Lac (123km 1477mt) in compagnia
di Elio dei Runners Bergamo, con lui faccio tutto questo tratto
camminando e chiacchierando (bel personaggio) lo lascio solo nell’ultimo
tratto dove aumento un attimo per arrivare a Champex alle 20:34. A
Champex inizio a far buio e decido di riposarmi un attimo prima di
affrontare la salita spacca gambe per Bovine. Al posto di dormire però
mi faccio fare dei massaggi, non è che ne ho bisogno, ma adoro farmeli
fare e poi mi rilassano di più. Mangio e bevo e dopo un’ora riparto con
Takayuki (giapponese); scambiando qualche parola in inglese proseguiamo
assieme su una salita insidiosa con molti massi fino a Bovine (132km
1987mt) e da qui giù fino a Trient (138km 1300mt) dove incontro Cristian
(Kapobecero) che purtroppo ha grossi problemi “di pancia”.
A questo punto il sonno si fa sentire con tutta la sua forza, è
meglio che mi riposi un poco, ma non vado a dormire sui lettini
altrimenti non mi sveglio più, quindi mi appoggio con la testa sul
tavolo e riesco a dormire 45 minuti. Tutti quelli che avevo visto al mio
arrivo ristoro sono già ripartiti, mi lavo la faccia, mangio e riparto
anch’io. Questo salita ci porta a Catogne (2011mt) sembrerebbe
corribile, ma come l’anno scorso la soffro e arranco fino a questa
postazione perduta, riesco poi ad aumentare la velocità come al solito
in discesa per arrivare a Vallorcine (148km 1260mt) alle 4:48.
Ancora una pausa di mezzora per prepararsi per l’ultimo tratto. Mi sono
ricaricato abbastanza e quindi parto fiducioso per la Tete aux Vente
(2130mt), ho portato apposta l’iPod e ascoltando “Nutini” inizio la
salita.
Ritorna l’alba, è la seconda. Un’altra volta mi da la carica giusta e la
velocità aumenta, saltello sui sassi come uno stambecco sembra che la
stanchezza e i km fatti siano spariti completamente. Arrivo a La Flegere
(159km 1877mt) e dopo una breve pausa (la prima così breve) via sulla
bellissima discesa fino a Chamonix con la musica degli U2 nelle
orecchie. Ci impiego pochissimo (almeno per me) per arrivare a Chamonix
(166km 1035mt), 50 minuti.
È
una grande festa, per la vie del centro tutti che di applaudono e ti
incitano, sono felicissimo, qualche lacrima scende in questi ultimi
metri. Taglio il traguardo alle 8:49 dopo 38h 19min in 443 posizione
P.S. purtroppo la macchina fotografica mi ha abbandonato subito
a Saint Gervaise, per cui niente foto.
note:
Complimenti all'organizzazione, semplicemente
perfetta.
Un grazie a tutti i volontari, incitavano tutti in
qualsiasi momento della gara, sia il primo che l'ultimo. |