|
note:
fantastica salita!!!
A dire il vero il nostro progetto era più
ambizioso, aggiungere alla salita anche l'Aiguille du Jardin, ma viste
le pessime condizioni della montagna (zero termico oltre i 4500 metri)a
bbiamo dovuto optare per l'alternativa.
Il rifugista ci aveva sconsigliato la salita della
cresta du Jardin (era troppa sporca di neve) e ci aveva detto che il
giorno prima 2 cordate avevano tentato di risalire il couloir Armand
Charlet,ma erano state respinte da una crepaccia terminale alta 4 metri
e strapiombante.
Sveglia alle 23:30 e partenza alle 00:24, fa già
caldo! Raggiungiamo la crepaccia terminale del Couloir Whymper,
salutiamo i soci (Franz, Gianfri, Marta, e altri 2 ragazzi italiani) e
proseguiamo per vedere con i nostri occhi le vere condizioni del Couloir
Armand Charlet. Sono proprio come ce le ha descritte il rifugista,
proviamo anche a risalire sulla sinistra il tratto tra roccia e neve, ma
niente da fare il fondo e' tutta terra appiccicata alle rocce, scende
giù tutto. Se la neve tenesse avrei cercato di risalire il tratto meno
strapiombante con l'aiuto di 2 chiodi da ghiaccio, ma le piccozze proprio
non tengono e tanto meno i chiodi.
Pazienza, dopo 45 minuti di tentativi ritorniamo
all'imbocco del Couloir Whymper e puntiamo diretti al pilastro sud del
Grande Rocheuse. Franz, Gianfri e Marta hanno proseguito per il Couloir
Whymper e li incrociamo un centinaio di metri più in alto, mentre gli
altri due ragazzi hanno scelto anche loro il pilastro sud.
Anche se la neve non tiene (sono l'ultimo della
fila e faccio un passo avanti e 2 indietro) siamo abbastanza veloci e
raggiungiamo l'altra cordata sulle prime rocce del pilastro. La roccia
secondo il mio parere nel primo tratto e' buona, belle placche
appigliate, poi raggiungiamo un tratto abbastanza verticale di neve
inconsistente. Il tratto successivo e' fatto da comini con molti
detriti, bisogna stare attenti a non muovere niente e a dove ci si
attacca. Nell'ultimo tratto la roccia diventa ancora bella e prosegue
poi per la crestina di neve che porta in vetta sono circa le 8.
Dopo le foto di rito scendiamo in doppia al colle
Rocheuse e proseguiamo per l'Aiguille Verte,
che spettacolo!!!
Torniamo al colle ed iniziamo con le doppie; sono
tante e non è possibile in conserva. Verso le 14 siamo alla base del
Couloir e alle 15:30 siamo di nuovo al rifugio, Purtroppo è tardi, e
lungo la Mer de Glace prendiamo acqua e grandine. Per concludere in
bellezza perdiamo il trenino per tornare a Chamonix dove arriviamo a
piedi alle 21.
Comunque è stata una fantastica ed emozionante
esperienza, grazie a tutti gli amici che hanno partecipato. |
1 giorno:
da Montenvers 1909 mt (con trenino andata
e ritorno 21 euro) seguire un sentiero che porta, tramite delle scale al
ghiacciaio della Mer de Glace direzione SE. Si prosegue verso SE sul
ghiacciaio fino alla confluenza con il ghiacciaio del Leschaux. Ora
verso sinistra NE seguire degli ometti che portano ad un tratto
attrezzato con scale metalliche. Proseguire per una traccia che sale per
un pendio detritico fino al rifugio (circa 3 ore - difficoltà F -
dislivello 780 mt).
2 giorno:
Dal Rifugio Couvercle si prende la
traccia che sale attraverso il pendio di sfasciumi o neve la sommità
della morena, direzione NO e il successivo ghiacciaio di Talefre. Si
risale il ghiacciaio, costeggiando alla base le pareti rocciose
dell'Aiguille du Moine destra orografica, quindi si prosegue a mezza
costa fino all'evidente crepaccia terminale del couloir Whymper (3400 m)
circa 2h. Raggiunta l'ampia crepaccia terminale, la si supera
generalmente sulla destra verso le rocce della Grande Rocheuse. Si
inizia per il couloir Whymper e poi si prosegue per uno stretto
canale che sale sulla destra parallelo al couloir principale. Lo si
risale per circa 100 metri e, appena possibile ci si sposta sulla destra
a prendere la dorsale di rocce e neve sulla verticale della G. Rocheuse.
e si raggiunge il pilastro sud. Lo si risale direttamente (II e III)
sino a raggiungere un evidente gendarme (3820 m) che si deve aggirare
sulla sinistra o affrontare direttamente (IV). Si prosegue lungo il
pilastro roccioso sino ad incontrare un altro gendarme, da superare
questa volta sulla destra. Salendo ancora lungo il filo dello sperone,
si giunge ai piedi della ripida parete finale. Ci si sposta prima a
sinistra seguendo una serie di camini a tratti faticosi (III), poi si
obliqua verso destra sino a sbucare sulla cresta sommitale qualche
decina di metri a destra della vetta, che in breve si raggiunge (5-7h).
Dalla vetta si scende di 4/5 metri e sulla sinistra si trova la calata
per la doppia che raggiunge il colle della Grande Rocheuse. Per
raggiungere la Verte si segue l'evidente cresta finale (20 min.).
Discesa: Ritornati al colle si
scende per il couloir Whymper con delle doppie. ci sono numerose calate
per doppie, sono posizionate sulla sinistra sulle rocce che delimitano
la Grande Rocheuse, ne servono circa 15 da 60 metri per raggiungere la
base della crepaccia terminale. (5h-8h dalla vetta al rifugio
Couvercle).
|